Mertens

Ormai è tornato ai suoi livelli: Dries Mertens gioca nel Napoli dal 2013 e con la rete segnata al Barcellona ha raggiunto Marek Hamsik al primo posto nella classifica dei cannonieri della storia del Napoli con 121 gol. Dopo aver saltato diverse partite per alcuni malanni muscolari e finito sul mercato per il contratto in scadenza, Dries, soprannominato Ciro dai tifosi azzurri, è tornato al centro dell’attacco partenopeo, risultando decisivo a Cagliari. Aveva segnato un gol anche contro il Brescia, poi annullato per fuorigioco. Quando arrivò a Napoli nel 2013 dal PSV Eindhoven, qualcuno aveva dei dubbi sulle sue qualità, poi pian piano, Dries ha fatto ricredere tutti. Inizialmente le sue caratteristiche principali erano quelle di un giocatore d’attacco di fascia sinistra, bravo ad accentrarsi ed a fare assist per i compagni. Nel 2016, dopo il primo infortunio di Milik, Sarri schierò Mertens centravanti e Dries seppe ripagare la fiducia del tecnico, segnando tanti gol.
Da quel momento, il suo ruolo è stato quello del centravanti. Ha messo a segno con la maglia del Napoli in partite ufficiali la bellezza di 121 reti, tra campionato e coppe. Contro il Barcellona, ha messo a segno un gran gol con un tiro a giro sul secondo palo, sfruttando un preciso assist di Zielinski. Poi, nel secondo tempo è stato costretto ad uscire dal campo per infortunio dopo aver subito un brutto fallo da parte di Bosquets. Dries, inoltre, è molto amato dai tifosi anche perché è impegnato nel sociale e, spesso, rende visita agli ammalati negli ospedali della città. Durante l’inverno si è visto spesso per le vie di Napoli impegnato a portare pizze ai senzatetto. Il suo contratto è in scadenza e, per il momento, non si conosce ancora il suo futuro. Sembra che negli ultimi giorni ci sia stato un riavvicinamento tra lui e la società per cui potrebbe anche esserci il rinnovo. I tifosi, che contro il Barcellona hanno intonato più volte il coro che era di Dieguito a Ciro Mertens, sperano che il giocatore resti a Napoli perché la sua presenza è una garanzia sia in campo sia come uomo squadra all’interno dello spogliatoio. E lo spera anche Gattuso.