Hirving Lozano, acquistato in estate dal Napoli

Quando Ancelotti si intestardì a pretendere Lozano De Laurentiis, che gli aveva promesso mari e monti pensò alla fine che l’acquisto del messicano fosse il male minore per le sue tasche. Perché avrebbe risparmiato qualcosa rispetto ai 42 milioni che il Real Madrid pretendeva per James Rodriguez e perché Lozano, in fondo era una scommessa, un giovane da valorizzare, come gli era riuscito in passato con tanti. E così alla fine si arrese: una trattativa rapida e Lozano arrivò con tutti gli onori alla corte di Ancelotti. Trentotto milioni, la cifra più alta mai spesa dal Napoli per un calciatore.
Lozano fu accolto con grande festa, arrivò praticamente a fine mercato e Ancelotti sull’abbrivo dell’entusiasmo, senza che nemmeno avesse avuto il tempo di conoscere i suoi nuovi compagni lo gettò nella mischia, facendolo partire dalla panchina, proprio nella gara più importante di avvio, il match di andata con la Juve, a Torino. E quando ci si mette il destino bisogna arrendersi. Perché quel ragazzo sorridente seguito da milioni di suoi conterranei, appena entrato, nemmeno il tempo di riscaldarsi ed eccolo segnare un gol di rapina proprio alla Juventus. Un predestinato? I presagi favorevoli sono stati però smentiti dalla realtà. Dopo quel lampo nulla più. Complice anche Ancelotti, che non si sa perché cominciò a schierare il messicano come attaccante centrale, lui che lo aveva reclamizzato come un grandissimo esterno di fascia. E fu proprio Ancelotti a sancirne il declino, che si sta concretizzando materialmente in questi giorni in misura macroscopica, tanto da indurre il suo agente, il mitico Raiola a chiedere un incontro a De Laurentiis per capirci qualcosa di serio sul futuro del suo assistito, al momento confinato ad allenarsi con i ragazzi della Primavera.


Il grande colpo estivo del Napoli è finito ai margini, per il match di Champions con il Barcellona si è regolarmente seduto in tribuna. Gattuso doveva scarificarne tre, logico che la scelta cadesse comuqnue su El Chucky, l’oggetto misterioso dell’ultimo mercato e dell’ultimo periodo. Quasi sempre in campo con Ancelotti, sei su sei in Champions, e ora in tribuna, contro Messi e co., perché in panchina ci sono andati Politano oltre a Milik e perché in campo c’erano già Insigne, Mertens e Callejon. Una svolta negativa sulla sua stagione che nessuno si sarebbe aspettato. Lozano, con Gattuso, ha perso fiducia e il posto da titolare. Non gioca mai, non gioca più, appena pochi minuti col Lecce, panchina con Cagliari e Brescia, mai titolare se non col Perugia in Coppa Italia. Una scelta chiara quella dell’allenatore che ha deciso di puntare su altri calciatori. Dati i risultati, anche vincenti è difficile dargli torto.
De Laurentiis per il momento si starà piangendo i 38 milioni sborsati. Con la chiara consapevolezza che quand’anche i maneggi di Raiola riusciranno a riciclare il messicano triste presso qualche altra compagine europea, difficilmente potrà riprendersi quanto incautamente speso per far contento Ancelotti. E chi lo conosce bene può confermare quanto gli siano indigeste le minusvalenze.