È il caso di dirlo: Finalmente! Finalmente ci siamo con l’appuntamento più atteso della stagione, un appuntamento con la storia che manca da anni. Ottavi di Champions League contro il Barcellona di Lionel Messi. Notte delle stelle, o della stella – fate voi – al San Paolo. Tifo d’altri tempi – chi dimentica la partita contro il Real Madrid di Butragueno con 100mila spettatori accalcati sulle gradinate ? – e speranze e ottimismo per i colori azzurri che si mischiano a rispetto e timore per un avversario che è un mito, una leggenda del calcio moderno.

In verità questo Barcellona, dal cammino non proprio travolgente in Liga, non si presenta con le stimmate dell’invincibilità ma è pur sempre una grande squadra con individualità notevoli che, in attesa di una rifondazione parziale, sta comunque ai vertici della classifica ed è agli ottavi di Champions con l’etichetta di super favorita. Al Napoli e al tifo immenso del San Paolo cercare di ribaltare un pronostico che sembra chiuso. Le differenze tra i due organici sono ampie e nettissime ma l’imprevedibilità del calcio, soprattutto in certe gare ed in certe competizioni, diventa quel fattore x che lo rende lo sport più bello del mondo. Quique Setien, ex Betis, allenatore che conosce benissimo Fabian Ruiz, è subentrato a Valverde, esonerato dopo la disfatta in Supercoppa, con il preciso obiettivo di ridare un’anima, un gioco e un’impronta ad una formazione che nella prima parte di stagione, vissuta tra alti e bassi, puntava tutto sulle capacità e sulle magie dei singoli. Poi, gli infortuni di Dembélé e Suarez, di Sergi Roberto e Jordi Alba, l’evidente flessione di giocatori come Rakitic e per un periodo dello stesso Messi, hanno portato il presidente Bartomeu alla drastica decisione di esonerare Valverde. Non sarà il super Barcellona, quello che scenderà stasera al San Paolo, ma toccherà comunque al Napoli fare la partita “perfetta” per giocarsi le chances di un possibile passaggio ai quarti nella gara di ritorno al Nou Camp. Gattuso, che di partite come queste ne ha disputate tantissime, sicuramente ha saputo come motivare al massimo l’ambiente della squadra senza caricarla di responsabilità che in campo potrebbero diventare “paure” negative. Certe gare bastano da sole a dare stimoli e concentrazione ai giocatori; perciò gioco, modestia e volontà sono i propellenti fondamentali per l’approccio migliore alla gara di stasera. Il Barcellona, con un 4-3-3- che può trasformarsi in un 4-1-3-2 oppure in un 4-3-1-2 a seconda dell’andamento della gara e delle situazioni che il campo propone, ha nel trio offensivo Messi – Ansu Fati – Griezmann il suo punto di diamante. Ma quale può essere il punto debole dei catalani? Semedo a destra e Firpo a sinistra, difensori di fascia, sono elementi assai più portati ad offendere che a difendere ed è proprio sulle corsie esterne, a nostro avviso, che il Napoli potrebbe trovare gli spazi giusti per portare pericoli alla porta difesa da un grande del ruolo quale è Ter Stegen.

Dopo Brescia e la strigliata di Gattuso tra primo e secondo tempo, speriamo che tutti gli azzurri abbiano compreso quanto sia importante essere una squadra collaborativa e sinergica tra i vari reparti per una partita di grande maturità e di ulteriore crescita. È normale che contro i blugrana il Napoli troverà più di una difficoltà ma cercare di togliere certezze e sicurezze ad un Barcellona che, come detto, non è più l’Invincibile Armada di qualche stagione fa significa aumentare la propria autostima. D’altra parte gli stessi primi risultati degli ottavi, con le sorprese Borussia, Lipsia, Atletico Madrid e la stessa Atalanta, hanno confermato che più che il blasone e l’organico in questa competizione bisogna essere al massimo delle condizioni fisiche e mentali. Se il Napoli dovesse iniziare a giocare come ha fatto a Brescia, giocando a ritmi blandi e senza la concentrazione, la determinazione e la velocità di gambe e di idee come una gara del genere, di altissimo livello, richiede, sicuramente non avrà speranze contro l’esperienza, il palleggio e l’estro dei catalani. Sarà il centrocampo, come al solito, l’ago della bilancia della gara. Arthur o Vidal, Busquets e De Jong con l’appoggio degli esterni bassi cercheranno di tenere quanto più possibile in ansia gli omologhi in azzurro. Demme, si spera Allan, Callejon e Zielinski o Fabian, dovranno fare una gara di giudiziosa sfrontatezza, se del caso ripiegando ma mai concedendo metri importanti agli avversari, ribattendo con energia e in armonia per andare oltre la qualità e il talento dei vari Messi, De Jong e della giovane stella Ansu Fati. Perché se il Napoli vuole la vittoria dovrà fare affidamento soprattutto sul collettivo e l’umiltà. Valori assoluti in partite del genere e, soprattutto, capaci di sovvertire i pronostici della vigilia. Al resto, ne siamo certi, ci penserà il San Paolo: Per una notte da ricordare…