Coronavirus, a Napoli niente psicosi: solo prudenza e cautela

Due infermiere della Croce Rossa Italiana con le mascherine
Due infermiere della Croce Rossa Italiana con le mascherine

Sembra quasi una contraddizione, considerata la propensione dei napoletani alle ritualità, alle scaramanzie e alla credulità popolare in genere. Ma questa volta, almeno fino ad ora, di psicosi non si può parlare, anche se le notizie sui casi di infezione in Lombardia e Veneto hanno fatto impennare il livello di allarme sui rischi del Coronavirus a Napoli. Un’inquietudine, ma nulla di più, e soprattutto parlando in generale.
L‘allarme per la verità è differenziato da quartiere a quartiere ed è legato all’attività professionale ed agli spostamenti. Basso nei quartieri popolari,più forte a Posillipo e nei quartieri residenziali. “Da ieri – dice un medico di base con studio in Via Petrarca – ho cominciato a ricevere telefonate di pazienti che chiedono come difendersi dal virus. Alcuni hanno già acquistato le mascherine protettive, ed una farmacia ne ha fatto rifornimento”.
“C’ è anche chi chiede di fare prevenzione con farmaci antivirali perché vede rischi di contagio più alti”. Scenario del tutto diverso nel popolare Rione Montesanto, affollato come tutti i giorni. Davanti alla Stazione della Ferrovia Cumana si discute del Napoli e del prossimo incontro di Champions con il Barcellona. E di Coronavirus non si parla neanche tra clienti e venditori del mercato all’ aperto della Pignasecca.


Anche i medici di famiglia, intanto, stanno aumentando la propria disponibilità telefonica. “Per evitare che si possano moltiplicare le occasioni di contagio riteniamo sia doveroso per i colleghi della medicina generale aumentare la disponibilità telefonica ai pazienti che presentano sintomi influenzali così da evitare il più possibile che questi stessi pazienti debbano recarsi personalmente presso gli studi sul territorio o nei servizi sanitari come Ps e Continuità Assistenziale”. Così pur nella consapevolezza di una rete di sorveglianza tra le migliori in Europa, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) e Società Italiana di Medicina Generale (Simg), per voce del segretario generale Silvestro Scotti, mettono in campo un protocollo di sicurezza dettato da ragioni di prudenza. L’obiettivo è chiaramente quello di ridurre al minimo le occasioni di contatto tra pazienti che presentano sintomi compatibili con un sospetto di una affezione respiratoria di probabile origine virale suggestiva per Covid-19 da Coronavirus e altri pazienti.


Ed è notizia di queste ore che non ha contratto il Coronavirus il bulgaro che ha fatto scattare l’allerta alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta), dove si era presentato con una polmonite. È risultato infatti negativo il tampone faringeo che gli è stato praticato.
Analoga notizia positiva viene dal ricoverato di Acerra: anche nel suo caso le analisi hanno accertato che soffre di una semplice polmonite e non è stato infettato dal virus.
In una nota, la clinica Pineta Grande fa sapere che “dato lo stato di pre-allerta dovuto alla diffusione del Coronavirus, il paziente è stato interrogato ed ha confermato di non essere mai stato in Cina e di non aver lasciato la regione Campania da oltre un anno”. “Il paziente, data la tipologia di infezione – prosegue il comunicato – sarà comunque trasferito in un centro dedicato alle malattie infettive”.


Infine il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha invitato i dirigenti delle scuole a sospendere l’organizzazione delle gite scolastiche per motivi precauzionali. La Campania, insieme alle altre Regioni, è in diretto contatto con la Protezione Civile Nazionale ed il Governo.