Il razzismo dei tifosi del Brescia

La coreografia dei tifosi del Brescia all’inizio della gara contro il Napoli
La coreografia dei tifosi del Brescia all’inizio della gara contro il Napoli

Il Brescia è accomodato in fondo alla classifica e nonostante gli sforzi del presidente Cellino, del tecnico Diego Lopez (che non ha certo invertito la tendenza rispetto al silurato Corini) e dei giocatori, alcuni di pregevole livello (oltre a Tonali, Dessena e Martella sono ottimi elementi) difficilmente riuscirà a risalire la china. Diciamo che è condannato alla retrocessione, salvo improbabili miracoli, che nel calcio comunque di tanto in tanto pure avvengono. Ma se società e squadra, pur nella loro modestia ce la stanno mettendo tutta per evitare un mesto ritorno in serie B, i tifosi bresciani la serie B se la sono già guadagnata, ampiamente. È davvero un pubblico di serie B quello che venerdì sera ha apostrofato, sena alcun ritegno, i napoletani presenti sugli spalti e comunque in genere in napoletani con l’inqualificabile termine “Coronavirus”.

A prescindere dall’inopportunità, in assoluto, di chiamare in causa una vicenda planetaria di grandi proporzioni sociali ed umane che sta ora interessando gravemente anche il nostro Paese, è evidente che quegli imbecilli mostravano per intero i loro bassi istinti razzistici, avendo peraltro messo nel cassetto il riferimento al colera che per decenni ha accompagnato le trasferte dei tifosi del Napoli sui campi delle squadre del Nord. Ma il colera è ormai passato nel dimenticatoio. Ed ecco che venerdì sera i tifosi del Brescia se ne sono usciti con il richiamo al grande spettro del momento, il virus che sta mettendo ansia e paura a tutto il mondo.
Gli inqualificabili cori contro i napoletani sono stati condannati anche dal Giornale di Brescia: “Dai classici, innocui, ‘salti’ se non si è napoletani partiti nel primo tempo, nella ripresa, col risultato già ribaltato, dalla Curva Nord bresciana è partito tutto l’inventario già ampiamente stigmatizzato e da condannare nuovamente e che verosimilmente sarà anche oggetto di indagine da parte della Procura Federale. Dal “Vesuvio lavali col fuoco”, a “Siete la vergogna d’Italia”, la cronaca di queste ultime settimane ha regalato alla fantasia degli ultras un nuovo spunto di scherno (se così si può definire): intorno alla metà della ripresa dal cuore del tifo del Brescia si è levato il coro “Napoletano Coronavirus” che è proseguito praticamente ininterrotto per una decina di minuti abbondanti”.

Non solo cori, ma anche violenza viene segnalata dal quotidiano bresciano: “Si sono registrati attimi di tensione anche in Gradinata alta. Dove alcuni supporter napoletani che hanno esultato dopo il momentaneo 1-1 e sono stati presi di mira da alcuni bresciani. Sono volati spintoni ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma”. Che dire? Tifosi così, ad onor del vero, meritano molto più della retrocessione.
Fino a quando la governance del nostro calcio non interverrà pesantemente, questi idioti continueranno a proliferare.