Demme, l’uomo dell’ordine che ha preso in mano il centrocampo

Gli sono bastati pochi minuti per calarsi nel gioco del Napoli, prenderlo per mano, assicurare quel “faro” a centrocampo che era sempre mancato ad Ancelotti. Per sua espressa rinuncia.
Diego Demme è diventato davvero il distributore del gioco del Napoli, una sorta di Jorginho con l’aggiunta di una grinta straordinaria. Questo ragazzo figlio di un calabrese emigrato in Germania e da sempre tifoso del Napoli e di Maradona, si sta dimostrando uno degli acquisti più azzeccati dell’era De Laurentiis. Certo è ancora presto per un giudizio definitivo, ma le premesse ci sono tutte.


Nel corso di Napoli-Inter (che tra l’altro non ha fatto registrare in assoluto la sua miglior prestazione) l’ex capitano del Lipsia ha percorso ben quattordici chilometri.
Cifra ancora più impressionante se si pensa al suo raggio d’azione, spesso circoscritto alla zona centrale del campo per mantenere i giusti equilibri. Ulteriore dimostrazione di un moto perpetuo che chiude linee di passaggio agli avversari e ne disegna tante per i compagni.
Diego è diventato un punto di riferimento per Gattuso e per i compagni, ha restituito semplicità ad un reparto in cui sembrava regnare il caos. Con Demme, la sua mobilità, il suo non uscire mai dallo spartito, gli azzurri stanno riacquisendo parte delle certezze smarrite.
Son passate poche settimane, ma una cosa è certa: i 12 milioni versati nelle casse del Lipsia sono una spesa benedetta, tra le migliori, per oculatezza e profitto, mai realizzate dal Napoli. Pensare che per Lobotka il Napoli ha speso quasi il doppio e finora lo slovacco nessuno lo ha visto.