Napoli – Lecce: 2 a 3 clamoroso passo falso degli azzurri

da | Feb 9, 2020 | Calcio Napoli

Napoli Lecce finisce 2 a 3, clamoroso passo falso degli azzurri che sprecano l’occasione per avvicinarsi alla zona Europa, ma l’arbitro Giua da una grossa mano al Lecce.

Gattuso l’ha battezzata partita trappola, quindi chiede massima attenzione alla sua squadra, il Lecce al San Paolo verrà a fare la sua partita, si difenderà e proverà ad attaccare in ripartenza. Profetico nella conferenza stampa il mister schiera da subito il ritrovato Koulibaly, assente dalla disfatta casalinga contro il Parma alla prima di Gattuso, dal primo minuti in campo anche Politano e Maksimovic.

Inizia il match e subito il Napoli a condurre il gioco, con il solito giro palla riesce a tenere tutti e 11 ragazzi di mister Liverani in fase difensiva, ma con buone trame di gioco gli azzurri vanno vicino al vantaggio in più occasioni, 3 per l’esattezza con un palo, l’ennemiso di questo campionato, di Insigne che con un pallonetto salta Vigorito ma la sfera termina sul fondo dopo aver colpito il palo, altre due occasioni capitano per errori difensivi in uscita da parte della formazione leccese, trovando però l’attacco del Napoli in modalità spreconi. Purtroppo al 29esimo il Lecce sblocca le marcature, su un tiro di Falco, Ospina respinge corto e Lapadula è lestissimo a trovare il tap-in a porta vuota. Ospiti in vataggio con il minimo sforzo. Si va all’intervallo con la consapevolezza che le palle gol si creano basta solo capitalizzarle.

Inizio sprint nel secondo tempo, Gattuso lascia Lobotka negli spogliatoi per dare spazio a Ciro Mertens, il cambio da subito i suoi effetti, infatti proprio dal piede del belga arriva l’assist perfetto per Milik che pareggia subito le marcature. Il Napoli spinge per trovare la vittoria che sarebbe fondamentale per la corsa all’Europa, ma ad andare in vantaggio è nuovamente il Lecce che con un giro palla macchinoso e clamorosamente indisturbato, porta Falco a scodellare in area azzurra dove trova Lapadula, marcato in modo blando da Di Lorenzo, incornata non potente ma efficace per ribattere Ospina. Si arriva al minuto 73 quando Milik viene toccato sul piede d’appoggio in area leccese, l’arbitro Giua ammonisce il polacco per simulazione, clamoroso è il fatto che dopo il giallo passano 2 minuti per ricontrollare l’episodio e prendere comunque la decisione sbagliata. Poco più tardi al minuti 80 ci sarebbere 2 falli al limite dell’area giallorossa ma Giua decide di far proseguire, sul ribaltamento di fronte, Mario Rui è costretto al fallo a circa trenta metri dalla porta partenopea per evitare complicazioni e prendensosi il giallo, Mancosu appena entrato si presenta sulla punizione, tiro potente all’incrocio sopra la barriera e niente da fare per Ospina, terzo gol del Lecce. Il Napoli sembra non crederci più, ma alla fine poco prima della segnalazione del recupero, Callejon su una svirgolata di Lucioni, in rovesciata trova la travera ma la palla finisce in rete. Nei 5 minuti di recupero non si riesce a creare la giusta occasione per riacciuffarla e la partita termina con i leccesi che espugnano il San Paolo.

Note negative della partita sono le prestazioni negative di Koulibaly e Maksimovic, i due danno poca sicurezza nel reparto difensivo mostrando sempre difficoltà in chiusura sugli avversari. Troppo poco convinto il Napoli che doveva mostrare la “cazzimma” chiesta a gran voce più volte da tutto l’ambiente, servivano i tre punti per rincorrere l’europa, ma probabilmente questa squadra non è ancora guarita del tutto, l’errore dell’arbitro ormai in questo campionato è all’ordine del giorno e sempre a sfavore, ma la squadra deve essere forte e sconfiggere anche questi episodi spiacevoli che sarebbe il caso di iniziare ad evidenziare di più.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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