L’Unità Operativa Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli torna ad aprire gratuitamente le porte ai migranti

da | Gen 23, 2020 | Salute

L’Unità Operativa Complessa di Dermatologia

dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli

torna ad aprire gratuitamente le porte ai migranti

Sabato 25 gennaio, dalle ore 9.00 alle 12.00 visite gratuite, senza impegnativa né prenotazione
 (Edificio 10 AOU Federico II via Pansini n. 5, Napoli)

                
Ad un anno dalla nascita dell’Ambulatorio di Dermatologia Etnica, l'Unità Operativa Complessa di Dermatologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli,   sabato 25 gennaio, a partire dalle ore 9.00 e fino alle ore 12.00, torna ad aprire gratuitamente le porte alle fasce più deboli della popolazione migrante presente sul nostro territorio.
Nel corso dell’open day, infatti, il team della Dermatologia Clinica del Policlinico Federico II, guidata dalla Prof.ssa Gabriella Fabbrocini , direttore anche della Scuola di specializzazione in Dermatologia federiciana, senza necessità di impegnativa del medico curante, né di prenotazione al CUP, effettuerà visite, screening e consulenze specialistiche a quanti, con o senza permesso di soggiorno, si trovano nell’impossibilità di accedere ai necessari percorsi di cura. 
 “L’impegno della nostra squadra, supportato dalla direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera guidata dall’avv. Anna Iervolino che ringrazio - spiega la prof.ssa Fabbrocini – punta a costruire una forte rete di solidarietà, coinvolgendo tutte le professionalità necessarie a superare le barriere linguistiche, culturali, burocratiche, dai mediatori interculturali ai sociologi, medici STP/ Eni, psicologi e legali, per costituire un ponte della solidarietà nella salute pubblica. Il diritto alla vita ed alla salute è imprescindibile e deve essere garantito indipendentemente dal colore della pelle e dallo status delle persone, siano residenti o migranti, turisti o rifugiati politici”.
Così, con l’obiettivo di preparare le figure professionali che operano nel sociale ed il personale che lavora nei centri di accoglienza a riconoscere i primi sintomi delle malattie dermatologiche per poter avviare i pazienti alle strutture di cura,  presso l’Istituto di Dermatologia è stata realizzata la prima edizione del Corso di formazione ”Riconoscere per prevenire” e sono stati realizzati progetti in collaborazione con Paesi esteri, in particolare l’Africa Occidentale da cui proviene oltre la metà dei pazienti trattati dal Laboratorio di Dermatologia Etnica.
I dati riepilogativi dell’attività fino ad oggi svolta dall’Ambulatorio saranno illustrati in un incontro dal tema “L’essere umano non ha colori : la pelle SI’!”che si terrà sempre il 25 gennaio, a partire dalle 9.30, nella biblioteca multimediale Pietro Santoianni dell’Istituto di Dermatologia della Federico II (piano terra).
All’evento prenderanno parte la Prof.  Gabriella Fabbrocini,  il Prof. Mario Delfino, il vicario episcopale  don Tonino Palmese e i Prof. della Federico II Luigi Califano Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, Fabrizio Pane Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Maria Triassi, Direttore del D.A.I. di Sanità Pubblica, Farmacoutilizzazione e Dermatologia. Relatori:  Antonella Molese e Luigi Greco.  In particolare i Prof. Mario Delfino e Luigi Greco presenteranno un progetto per rafforzare la collaborazione tra l’Università Federico II e il Campus Universitario di Medicina GULUNAP in Uganda, con la possibilità per i giovani specialisti in formazione di recarsi in Africa per un periodo di formazione.
Oltre 500 i pazienti trattati in un anno dall’ambulatorio di Dermatologia etnica: in più di ¼ sono state riscontrate patologie di tipo infettivo, principalmente a trasmissione sessuale, e acariasi imputabili soprattutto alle scarse condizioni igieniche dei viaggi affrontati, della promiscuità dei luoghi in cui i migranti sono poi costretti a vivere e alla difficoltà di reperire l’assistenza sanitaria: “Attenzione – tiene a precisare la Prof. Fabbrocini - l’incidenza percentuale delle patologie tra migranti e residenti è del tutto simile. Il paziente straniero non è infettivo, sono le condizioni in cui arriva e/o è costretto a vivere che lo fanno ammalare”. 
Fondamentale per la riuscita del Laboratorio di Dermatologia Etnica l’affiatamento e lo spirito di collaborazione tra strutture di accoglienza territoriali coordinate da Maurizio Lo Presti, i membri del team dermatologico Riccardo Acri, Nicola Di Caprio, Patrizia Forgione, Francesca D’Anna, il mediatore interculturale Claudio Greco, il medico volontario Francesca Gaudiello che effettua visite ai migranti presso i locali della Croce Rossa alla Chiesa del Carmine, unitamente alla squadra degli specializzandi coordinati dal dott. Vincenzo Greco.
 

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