C’era una volta il calcio liquido di Ancelotti. Benvenuto al calcio solido di Gattuso. In poco più di una settimana il Napoli ha compiuto la sua trasmutazione chimica. A Reggio Emilia siamo tornati alla vittoria dopo due mesi di astinenza e finalmente si è rivisto l’animus pugnandi, il carattere, la personalità e tutto il corredo di attributi che noi napoletani condensiamo in un termine unico e compendioso: cazzimma.

A fine novembre è tramontato quello che il fu Re Carlo battezzò calcio liquido, ovvero quello composto da giocatori eclettici che potessero fare tanti ruoli senza averne uno specifico. Dopo un anno e mezzo però il calcio liquido di Ancelotti è evaporato in un modulo aeriforme che non aveva nulla di stabile. Il voltapagina di De Laurentiis è stato drastico e diamentralmente opposto al capitolo passato. Perché se Gennaro Gattuso è “figlioccio” di Carlo, definito padre putativo, è anche vero che crescendo da allenatore ha abbracciato una strada totalmente agli antipodi.

Il concetto di calcio dell’ex ragazzo di Calabria è identico alla sua indole, alla sua storia, alla sua tempra sia di uomo che di giocatore. Eccolo “Ringhio” un nomignolo che egli stesso non ama ma che lo tratteggia in maniera quanto mai fedele ed eloquente.

A Castelvolturno si è passati dai sussurri del Leader Calmo, alle urla del Combattente furioso, con lo spirito guerrier che entro gli rugge di leopardiana memoria. Tutt’altro registro. Allenamenti a ritmo intenso, dettami severi e inoppugnabili, straordinari tra campo e palestra. E soprattutto una carica quotidiana che ha scosso profondamente un gruppo che era scivolato in un misterioso torpore.

Contro il Parma la voglia di spaccare il mondo è stata fatale. Eppure si sono visti i primi vagiti della creatura plasmata da Gattuso. Al Mapei Stadium finalmente si è saziata la sete di vittoria. Un finale travolgente come quelli che il Napoli esprimeva da tempi che oggi sembrano immemorabili.

L’ultima partita del 2019 è stata l’emblema del nuovo corso, come un ideale passaggio di consegne dall’anno vecchio all’anno nuovo. Dall’emoticon triste e rassegnata di fine novembre all’icona orgogliosa e fiera di questo dicembre che volge al Santo Natale.

È finito il calcio liquido. Si riparte dal calcio solido. Inossidabile come i pilastri che vuole fissare saldamente Gennaro Gattuso. Per erigere la struttura del nuovo e granitico progetto azzurro…