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Ha cercato una reazione dai suoi giocatori ma non l’ha trovata. E proprio nel ritiro deciso da lui per ricompattare il gruppo si è reso conto che la squadra non lo seguiva più. Così, Carlo Ancelotti, avrebbe maturato la decisione di lasciare il Napoli dimettendosi e consegnando al patron Aurelio De Laurentiis oggi un Napoli qualificato agli ottavi di Champions League. Se così andranno le cose, oggi Ancelotti lascerà da gran signore. E lascerà un Napoli che il primo anno ha portato al secondo posto e che ora è comunque in grado di far entrare i milioni del passaggio del girone Champions nelle casse della società.
Ma l’avventura di Carlo Ancelotti al Napoli è a un passo dal capolinea. A prescindere da come andrà la partita contro il Genk, e quindi a prescindere dalla qualificazione o meno per gli ottavi di Champions League. Le parole dell’allenatore ieri in conferenza stampa hanno fatto trapelare che ormai la sua esperienza alla guida del Napoli è conclusa. E come se non bastasse le voci di un contatto tra l’entourage di Gattuso e Aurelio De Laurentiis si sono fatte sempre più insistenti. Gattuso firmerà mercoledì il suo contratto col Napoli. E non vede l’ora di allenare gli azzurri. Non a caso, negli ultimi mesi, Gattuso è stato uno degli allenatori più corteggiati in Italia. Vari club ne hanno già sondato le intenzioni, ricevendo sempre risposte negative. Qualche possibilità aveva la Fiorentina di Commisso, ma il progetto Napoli è decisamente l’unico che davvero sta convincendo Ringhio. La proposta del Napoli, per ora sulla parola, per Ringhio è di un anno e mezzo di contratto, con uno stipendio intorno al milione e mezzo fino a giugno e tre milioni circa per il prossimo campionato. Gattuso non sarà, quindi, un traghettatore ma potrà guadagnarsi il diritto di costruire anche la squadra della prossima stagione. E Gattuso, tra l’altro, ha studiato molto il calcio di Sarri proprio quando il tecnico toscano allenava gli azzurri. Dunque oltre al cuore che chiede ai suoi giocatori, Ringhio vorrà dare il bel calcio che a Napoli manca da quasi due anni ormai. Un calcio fatto di tocchi di prima e di possesso del pallone. Dal canto suo, Ancelotti avrebbe trovato un accordo con De Laurentiis che vorrebbe evitare l’esonero vero e proprio, che lo costringerebbe a versare tutti gli emolumenti fino al 30 giugno 2021, emolumenti che si aggirano sui 6,5 milioni a stagione. Rassegnando le dimissioni, Ancelotti rinuncerebbe a tutto questo ed è quindi ipotizzabile una mediazione, un divorzio consensuale attraverso una trattativa che possa consentire all’allenatore di incassare almeno una parte degli stipendi concordati con Adl per un altro anno e mezzo.