Home Calcio Napoli Il Napoli non sbanca Milano mancano gioco e cattiveria

Il Napoli non sbanca Milano mancano gioco e cattiveria

Se ne va a testa bassa Carlo Ancelotti. Lascia il “suo” San Siro scuro in volto. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che la sua squadra, pur essendo nettamente superiore tecnicamente al Milan, non è riuscita a portare a casa la vittoria. Non solo: questo Milan era pieno di assenze.
Certo, anche il Napoli non aveva Milik, Ruiz e Mario Rui a disposizione però una squadra costruita per vincere lo scudetto, alla quale lo stesso Ancelotti ha dato 10 come voto a fine mercato, non può cambiare faccia se mancano tre giocatori. Va detto che la prestazione degli azzurri è stata positiva in termini di impegno, anche se l’inizio di gara è stato deprimente con il pallino del gioco in mano ai rossoneri e il Napoli a respingere la palla in avanti senza riuscire a collezionare tre passaggi buoni di fila. Poi, però, dopo i primi venti minuti, quando il Milan ha un po’ tirato il fiato, gli azzurri si sono iniziati ad organizzare ed hanno compreso che far gol non era poi così difficile. Trascinati da un grande Allan, uomo a tutto campo in grado di recuperare mille palloni e da un Lozano in grande spolvero, il Napoli ha infatti messo alle corde il Milan e nel giro di pochi minuti ha subito trovato il gol. Proprio il messicano ha segnato di testa dopo la respinta della traversa sul tiro di Insigne. Il problema, però, è sempre lo stesso: questa squadra non ha un gioco ed inoltre vive di sprazzi, non è costante nei 90 minuti e manca della necessaria cattiveria agonistica. Non a caso, dopo soli 5 minuti Bonaventura ha piazzato il gol del pareggio riuscendo a calciare praticamente indisturbato al limite dell’area di rigore azzurra. Tutto da rifare, dunque, ma con un piccolo dettaglio non trascurabile: in questa squadra non c’è nessuno che s’inventa la giocata, in questo momento della stagione. Ed inoltre, non c’è una trama di gioco ben definita né un lavoro di pressing alto (come ai tempi di Sarri) in grado di distruggere a monte il gioco degli avversari. Ecco, dunque, che si corre a vuoto, le giocate diventano imprecise, si rincorrono gli avvversari e ci si innervosisce facilmente.
Di conseguenza (Insigne docet) quando si arriva al tiro non si ha la giusta lucidità per battere il portiere. Il talento di Frattamaggiore ha sciupato due palle gol clamorose trovandosi da solo davanti a Donnarumma. Non solo, ha anche collezionato errori su errori nella scelta delle giocate e nei passaggi. Eppure, nonostante tutto, il gol è nato da una sua conclusione da fuori area. Il Napoli ha bisogno del vero Insigne. Specie mercoledì a Liverpool quando in ballo c’è il girone della Champions League.

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