Ischia: la piccola Islanda

da | Ott 8, 2019 | Storia

L’accostamento dell’isola d’Ischia all’Islanda viene fatto per la presenza di numerose sorgenti termali ad elevata temperatura. Ischia è venuta a formarsi attraverso una serie di attività effusive (colate di lava e duomi) ed esplosive (tufi) di numerosi vulcani. Il più antico centro eruttivo (età 150.000 anni) era ubicato a SE. 55.000 anni fa avvenne l’eruzione del tufo verde nell’area occupata attualmente dal M. Epomeo. La violenza dell’esplosione generò una caldera che venne invasa dal mare, sul cui fondo, si depositò il tufo e successivamente prodotti piroclastici eruttati da diverse bocche crateriche. Il M. Epomeo non è un vulcano ma un imponente pilastro tufaceo spinto in alto dal magma sottostante. Seguono l’eruzione di 28.000 anni fa che ha interessato la costa sudorientale e altre a partire da 10.000 anni fa con centri eruttivi localizzati ad est dell’Epomeo. La più recente, quella dell’Arso, descritta da Giovanni Villani, avvenne nel 1302. La più estesa delle isole flegree ha un patrimonio termale tra i più antichi al mondo con 69 gruppi fumarolici e 29 gruppi di sorgenti da cui scaturiscono 103 emergenze sorgive: distribuite sui circa 42 kmq dell’isola. Da qui l’accostamento all’Islanda dalla quale si distingue per la notevole differenza di latitudine e superficie (42 kmq contro 103.000).

Le acque di queste sorgenti sono generalmente ipertermali ( T > 40°C e fino a 90°C) e, per composizione chimica, cloruro sodiche bicarbonato solfato alcaline con elevati tenori in silice e alcali fino a 800 mg/l. Verso la fine del 1500, Giulio Iasolino, medico calabrese presso l’Università di Napoli, affascinato dalla bellezza dell’isola e dai fenomeni di vulcanismo secondario, censì le sorgenti termali analizzandone la composizione attraverso i mezzi all’epoca disponibili e gli effetti per la cura di numerose patologie. Quando avvenne l’eruzione del M. Nuovo furono distrutti gli antichi complessi termali. Il viceré Toledo non ottenne i fondi per il loro recupero. Ischia ne trasse vantaggio: propose agli stati europei l’importanza e i benefici del suo patrimonio termale.

Segnaliamo la sorgente dei Nitrodi a Barano: l’acqua, anche se non termale, raggiunge una temperatura compresa tra i 18 e i 20°C, ovvero di poco superiore a quella dell’ambiente esterno, così come avviene per numerose sorgenti presenti anche in aree non vulcaniche. Qui furono rinvenuti tavolette votive e un tempietto dedicato al dio Apollo e alle ninfe Nitrodie. Ad oggi la sorgente è diventata una meta turistica per la cura del proprio benessere. All’interno del parco dei Nitrodi è possibile trarre beneficio bevendo e bagnandosi con l’acqua della sorgente che fuori esce attraverso alcune docce. Sua diramazione è la sorgente dell’olmitello. Nel Comune di Forio (frazione Panza) a SW dell’isola, nella baia di Sorgeto, fuoriesce acqua altamente mineralizzata alla temperatura di 90°C, e tale acqua, mescolandosi con le correnti fredde del mare all’interno di alcune vasche naturali, raggiunge la temperatura ideale di 35/37°C . Altrettanto nota è la spiaggia delle fumarole, nel comune di Serrara Fontana (loc.S.Angelo). Anche qui l’acqua è molto calda e i vapori raggiungono temperature tra 30 e 100°C. Nel comune di Lacco Ameno sono ben note le acque cloruro sodiche della Baia di S. Montano e le fonti di S. Restituta, che hanno un elevato coefficiente di radioattività. Stupenda è la spiaggia di Citara dove affiorano acque termali cloruro-sodio-bromoiodiche e clorosolfato alcaline. A Cavascura, a 300 mt dalla spiaggia dei Maronti, l’acqua termale proviene da una grotta naturale scavata nel tufo e che affiora all’esterno ad elevata temperatura. Le antiche terme romane si sono mantenute indenni fino ai nostri giorni.

 

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