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La Storia ed i prodotti del Sud sono stati in vetrina al “PROCIDA SUD FESTIVAL” che si è svolto sull’isola, in piazza Marina Grande, l’ 11 e 12 settembre

La manifestazione è stata organizzata dall’ associazione culturale “Rareca Antica” di Antonio Visaggio, con il patrocinio del Comune di Procida e della Regione Campania.Obbiettivo del Festival, la valorizzazione delle radici culturali di Procida, a partire dalla grande tradizione marinara, e le produzioni delle piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto dell’ Economia meridionale.

Al PROCIDA SUD FESTIVAL è stato presentato il PROGETTO COMPRASUD, che raccoglie piccole medie imprese meridionali beni e di servizi e le avvicina ai consumatori stringendo un “patto” basato sulla identità culturale.
PROGETTO COMPRASUD è un marchio ed un logo registrato della Fondazione il Giglio, ed è sostenuto dal Movimento Neoborbonico, dall’ Associazione culturale Due Sicilie, di Gioiosa Ionica, e da altri associazioni e gruppi meridionalisti.
In piazza Marina Grande, sul porto di Procida, affollato di residenti e villeggianti sono stati allestiti una dozzina di stand con i prodotti delle imprese associate al PROGETTO COMPRASUD e di artigiani ed imprese locali.

La Fondazione il Giglio ha presentato il libro dello storico dei Sistemi di Trasporto Lucio Militano “La Marina Mercantile delle Due Sicilie”. L’ autore è stato intervistato in pubblico.
A Procida nel 1788 Ferdinando IV di Borbone aveva avviato il progetto di una Scuola Nautica, e sull’ isola nacque il giurista Michele de Iorio, autore del Codice di commercio marittimo (1779), un modello per gli altri Stati europei. Qui fu fondata, sotto Ferdinando II di Borbone, la “Scuola Nautica di Procida”, poi diventata Istituto Nautico, che ha formato generazioni di marittimi.
Già dalla seconda metà del ‘700, con Carlo di Borbone, Procida vantava una fiorente attività cantieristica, che proseguì per oltre 150 anni. Armatori, che spesso erano anche marinai, costruivano bastimenti a vela di grandi dimensioni che viaggiavano sulle rotte delle Americhe, dell’ India e dell’ Australia, attraversando il fatidico Capo Horn.