La zona dove oggi sorge Piazza Plebiscito fino alla fine del ‘700 era un groviglio di strade poco raccomandabili frequentate da malviventi e prostitute. Così Giocchiano Murat nel 1808, all’epoca Re di Napoli, prese la decisione di radere al suolo tutto e realizzare la più grande piazza di Napoli a lui dedicata. Il progetto fu affidato all’architetto Leopoldo Laperuta che propose la realizzazione di un grande porticato con al centro un’aula per le assemblee popolari. Nel 1809 i lavori però si fermarono con l’uscita di scena di Murat e il subentrare di Ferdinando di Borbone. Re Ferdinando puntava nella stessa piazza alla realizzazione di una chiesa dedicata a San Francesco da Paola come ringraziamento al santo per avergli permesso di tornare sul trono di Napoli; così affidò il nuovo progetto all’architetto Pietro Bianchi il quale, rifacendosi a quello laperutiano, sostituì solo l’aula per le assemblee con la Basilica di San Francesco da Paola. Ancora oggi sull’architrave della facciata è possibile leggere infatti l’iscrizione voluta da Re Ferdinando «D.O.M.D. FRANCISCO DE PAULA FERDINANDUS I EX VOTO A MDCCCXVI» per ricordare che la chiesa fu realizzata ex voto, per grazia ricevuta.

Una scalinata in marmo di Carrara fa da ingresso alla Basilica. Subito dopo l’ingresso si accede all’atrio che presenta sulla sinistra una cappella dedicata alle Anime del Purgatorio e sulla destra un’altra cappella dedicata al Santissimo Sacramento. Immediatamente dopo l’atrio è presente lo spazio centrale della chiesa, di forma rotonda, con tre cappelle sulla destra e tre cappelle sulla sinistra. Le colonne della Basilica sono 34, tutte di marmo di Mondragone e con capitello corinzio. Le tribune furono invece concepite per permettere ai reali di assistere alle funzioni religiose da posizioni privilegiate. La cupola è alta 53 metri, più bassa del Palazzo Reale, per volontà di Re Ferdinando.

Piazza Plebiscito con la sua Basilica di San Francesco da Paola è dunque un’opera architettonica imponente, oggi simbolo di Napoli nel mondo, che conserva intatta in tutta la sua bellezza la storia dei secoli passati che la concepirono.