Cenerentola, favola dei fratelli Grimm, diventata famosa soprattutto per la trasposizione cinematografica Disney, in realtà era una fiaba del ‘600 di Giambattista Basile: La Gatta Cenerentola. Faceva parte della collana “Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille”, una raccolta di 50 fiabe scritte in napoletano dal Basile e conosciuta anche come Pentamerone, strutturalmente molto simile al Decamerone di Boccaccio ma differente nei contenuti. Inoltre, nonostante il Basile intitolasse la raccolta destinandola ai piccoli, le fiabe erano rivolte ad un pubblico rigorosamente adulto per le tematiche trattate.

Il vero nome di Cenerentola, nell’originaria fiaba napoletana, era Zezolla ma fu soprannominata dalla matrigna e dalle sei ( e non tre ) sorellastre Gatta Cenerentola. La trama è molto simile alla storia che conosciamo, con qualche elemento e dettaglio in più nell’originale. Ricordiamo che è proprio in questa fiaba che Basile, descrivendo una tavola imbandita, parla del casatiello e della pastiera. La Gatta Cenerentola ci ha consentito di scoprire quindi che già quattrocentro anni fa i napoletani erano soliti deliziarsi con questi prodotti pasquali.

Se l’origine napoletana di Cenerentola è certa, il manga di Lady Oscar, nato dalla penna di Riyoko Ikeda potrebbe essersi ispirato ad una donna di Pozzuoli, Maria, che nel ‘300, era uno dei comandanti dell’esercito di Roberto D’Angiò. Abbandonate le sue vesti eleganti e vaporose, Maria, detta poi Maria la Puteolana, preferì rinchiudere il suo corpo in un’armatura, in una corazza a difesa del re e dell’amor patrio. Di poche parole e di poco appetito, introversa e cupa, Maria fu un esempio di femminilità quale coraggio e forza, grinta e potenza, tenacia e rinuncia, caratteristiche non solo virili ma presenti anche e soprattutto nelle migliori donne del passato e del presente. Come il manga di Ikeda, Maria la Puteolana dovette nascondere non solo il suo corpo ma anche l’amore che nutriva per Andrè Grandier, figlio della sua governante, un amore impossibile, ossimorico, tra lei comandante dell’esercito del re e lui rivoluzionario, lei nobile e lui plebeo, un contrasto netto tra i due che li vedrà combattere insieme per libertà.

Da un lato quindi Cenerentola-Gatta Cenerentola, donzella napoletana del ‘600 che riesce a sposare un principe, dopo i soprusi della sua famiglia acquisita, e dall’altro Lady Oscar-Maria la Puteolana, giovane donna comandante dell’esercito di Re Roberto D’Angiò che rinuncia per amor patrio al diventare sposa e madre sacrificando anche il suo vero unico amore della sua vita perché fuori dalla sua ragion di Stato. Ancora una volta due donne, ancora una volta due personaggi esistiti o di fantasia che incarnano la forza e l’indole magmatica e ribollente degli spiriti napoletani.