giro italia

di Gennaro De Crescenzo*

Il dibattito in questi giorni è vivace: il Giro d’Italia anche quest’anno ha di fatto cancellato il Sud con l’eccezione di una fugace apparizione pugliese e abruzzese, tra San Giovanni Rotondo e Vasto-L’Aquila. In queste ore una provocazione neoborbonica: il Giro delle Due Sicilie.

E se non fosse solo una provocazione? E se diventasse un progetto? Già potremmo ipotizzare un percorso e delle tappe nel segno della storia e della cultura: da Gaeta (città dell’ultima eroica resistenza borbonica antisabauda), simbolica ri-partenza con l’altra fortezza caduta nel 1861, a Civitella del Tronto, fino a Caserta, con passaggio obbligato davanti alle meraviglie abbandonate della Reggia di Carditello (lì nacque la famosa mozzarella di bufala), della Reggia di Caserta e dei setifici di San Leucio e poi dell’Acquedotto Carolino vanvitelliano verso Napoli, davanti alla facciata monumentale dell’Albergo dei Poveri (assistenza e formazione al tempo dei Borbone), via Toledo, Palazzo Reale e il mare tra Maschio Angolino, Mergellina e Posillipo e poi, attaverso il cortile aperto della Reggia di Portici, verso Salerno, la splendida costiera, il Sito Reale di Persano (dove si allevava il sontuoso cavallo di razza Napoletana, la Ferrari del Settecento) verso le Calabrie e le Ferriere di Mongiana senza dimenticare le rigogliose campagne molisane, sannite e irpine e gli antichi Sassi di Matera e i mari, i trulli e gli ulivi delle Puglie per imbarcarsi, infine, per la Sicilia e i resti dell’altra fortezza a Messina fino all’altra Capitale, a Palermo. La maglia? Ovviamente non quella rosa-Gazzetta ma azzurro-Regno con i tre gigli d’oro di Casa Borbone…

Provocazioni a parte, una bella occasione per valorizzare le bellezze turistiche del Sud. I media? Quelli stranieri, allora, nazionali e locali (magari anche il nostro giornale al posto della Gazzetta dello Sport, protagonista del Giro d’Italia) insieme agli sponsor sempre di casa nostra: le eccellenze del nostro territorio, eccellenze non solo alimentari (sartoria e tecnologie in testa) e alimentari (se pensiamo solo a vini, pasta, formaggi, salumi, conserve, dolci e tutto il resto).
E ci viene in mente quella avveniristica Carta dei Prodotti Alimentari delle Due Sicilie e disegnata a metà Ottocento da Benedetto Marzolla, uno dei più grandi cartografi del mondo.
Il tutto nel segno della campagna “compra Sud”, una campagna sempre più necessaria di fronte a chi elimina il Sud non solo dai giri ciclistici ma anche dalle agende dei governi di turno.

*presidente Movimento Neoborbonico