Nel deserto del San Paolo con quasi il record storico negativo di spettatori, vengono esposti striscioni che invitano la piccola Noemi a non mollare, bambina ferita in un agguato avvenuto in settimana a Napoli, a tali striscioni si unisce anche la ssc Napoli che fa scorrere sui tabelloni pubblicitari che recintano il rettangolo di gioco, una frase per la piccola, oltre ad un messaggio rivolto ai caduti di Superga.

Le impressioni che si hanno dai primi minuti di gara, rispecchiano esattamente la classifica delle squadre in campo, nessuna delle due ha più nulla da chiedere a questo campiomato, al Napoli bastano solo 2 punti per blindare il secondo posto con le inseguitrici che comunque non sembrano correre più di tanto, il Cagliari invece è salvo e non ha più nulla da chiedere al campionato. Un primo tempo che sembra la partita a calcetto tra amici, il Napoli fa tanto possesso palla ma con poca intensità di gioco, a regalare le uniche due emozioni sono Insigne che con una percussione solitaria, arriva fino al dischetto del rigore ma viene murato all’ultimo istante dalla difesa cagliaritana e Koulibaly successivamente che per pochi millimetri non arriva sulla palla calciata in diagonale da Younes per il tap-in vincente . Zero tiri in porta da entrambi le parti per tutti i 45 minuti, molti cross arrivati in area cagliarita per un attacco del Napoli orfano di Arek Milik.

Secondo tempo che inizia sulla monotonia che ha caratterizzato il primo, con il Napoli che conduce il gioco ma non punge più di tanto. L’episodio che cambia la partita arriva al minuto 63 dopo gli ingressi di Ruiz per Allan e Callejon per Verdi, su una scampagnata in attacco del Cagliari, la difesa del Napoli si fa trovare impreparata,  Barella libera con il tacco l’ex Pavoletti che dal limite dell’area azzurra con un diagonale batte Meret e porta in vantaggio il Cagliari. Ancelotti corre subito ai ripari inserendo Milik al posto di Younes, da quel momento, ferito anche nell’orgoglio, il Napoli inizia a macinare gioco ad alta intensità, creando moltissime palle gol costringendo Cragno agli straordinari. Quando la partita sembra stregata, è Mertens a trovare la rete del pari su un bellissimo cross di Ghoulam, il folletto azzurro schiaccia di testa trovando il pari al minuto 85.

Nei minuti di recupero con gli uomini di Ancelotti rivolti in attacco per trovare il gol vittoria, su un cross del solito Ghoulam, Cacciatore devia con il braccio, l’arbitro Chiffi porta il fischietto alla bocca per dare il rigore ma inspiegabilmente non fischia, forse attende certezze dal VAR. Certezze che arrivano un minuto dopo quando il direttore di gara viene richiamato al monitor da Mariani per controllare l’azione, l’unico dubbio era se il fallo fosse dentro o fuori l’area di rigore, ma le immagini chiariscono che il braccio di Cacciatore è sulla linea che delimita l’area di rigore (perchè la palla colpisce il braccio destro e non il sinistro), quindi dopo alcuni minuti di consulto, viene dato il calcio di rigore tra le proteste cagliaritane. Insigne si prende la responsabilità di calciare e dopo molti minuti trascorsi, tra check del Var e proteste, mantiene la giusta concentrazione per trovare il gol del vantaggio che porta la vittoria al Napoli blindando matematicamente il secondo posto. Nota positiva è il ritorno di Raul Albiol che disputa 90 minuti.