Le strade dei veleni? Sono al Nord

da | Apr 23, 2019 | Cronaca

Il giornalismo, come lo intendo io, è diffondere ciò che qualcuno non vuole far sapere. Lo dice il giornalista e scrittore Horacio Verbitsky, quello che di recente ha accusato Papa Franesco di aver collaborato con la dittatura argentina. Questo non è un semplice lavoro. E non è un lavoro semplice. Ma se vi è in esso uno scopo nobile, quello è far venire fuori la verità. Perché solo la verità rende giustizia. E sono tante le verità nascoste. Una di queste ci riguarda da vicino: mentre per la Terra dei Fuochi della Campania si è parlato e sparlato su giornali e televisioni tanto da creare un “caso” internazionale, per l’inquinamento del Nord, la “loro” Terra dei Fuochi, a stento si diffondono notizie in merito. Eppure l’inquinamento miete più vittime al Nord Italia che al Sud Italia. Eppure oltre alla già grave presenza delle industrie, in molti Comuni del Nord l’aria è irrespirabile anche a causa della presenza di rifiuti speciali e pericolosi sotterratti dalle organizzazioni criminali. Come al Sud anche al Nord, con la differenza che si parla solo dei problemi del Sud.

Il professor Antonio Marfella, presidente dei Medici per l’ambiente, l’ha detto e ripetuto più volte, lanciando un messaggio di allarme indirizzato proprio alle popolazioni del Nord: “I bambini più a rischio per i rifiuti tossici sono i vostri, non quelli del Sud”. “Al Nord – ha detto Marfella – i registri tumori infantili arrivano a punte di 200 bambini per milione di abitanti che si ammala di cancro. La media italiana è 175. In Campania, compresa la Terra dei Fuochi, sono 165”. Ciò nonostante, ogni volta che viene fuori qualche scandalo sull’inquinamento nelle regioni del Nord Italia, non vi è la stessa eco di quando questo accade per qualche zona del Meridione. Mica vorrete fermare l’economia del Nord? O il turismo? Mica vorrete mettere un’etichetta alla “Gomorra” su Milano? No, questo destino riguarda solo Napoli e il Sud in generale. Però, come si dice, prima o poi la verità viene sempre a galla.

Ed ecco che nelle ultime settimane gli italiani stanno scoprendo che al Nord esistono chissà quante “strade dei veleni”. Così sono state ribattezzate le vie in cui sono stati sotterrati materiali pericolosi per la salute umana. L’ultima denuncia su questo “caso” è arrivata ieri dai Verdi, anche se sull’argomento sono bene informati al Governo da tempo e vi è anche un’inchiesta delle Procura della Repubblica di Venezia. “Metalli pesanti come fluoruro, bario, piombo, arsenico, mercurio, diossine o sostanze altamente cancerogene come il cromo esavalente sono stati impastati nei conglomerati da cui si ottiene il cemento e il calcestruzzo, in modo da risparmiare e smaltire scorie che avrebbero dovuto essere sottoposte ad un trattamento di decontaminazione”. La denuncia è del coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, esponente di Europa Verde, che annuncia di aver presentato “un esposto alla Commissione Antimafia affinché indaghi su questo drammatico problema”. Tra Lombardia, Veneto, EmiliaRomagna “sono oltre 120 i Comuni su cui sono stati sversati, sepolti o incapsulati, tra il 2014-2016, oltre 720 mila tonnellate di conglomerato miscelato con sostanze tossiche, chiamato “concrete green”, come sottofondo stradale secondo la Procura Distrettuale Antimafia di Venezia con un processo iniziato il 20 marzo scorso”, denuncia Bonelli. “Le organizzazioni mafiose – continua l’esponente dei Verdi – hanno investito le loro risorse su questo affare e oltre alle “strade del veleno” gli esempi sono diversi”. Nella ricostruzione post-sismica in Emilia Romagna l’amianto sarebbe stato miscelato con la terra per fare le pavimentazioni: lo dice l’inchiesta della Procura di Bologna sulle ‘ndrine nella regione. “Questo – dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli – è un fenomeno non nuovo, che nel passato hanno portato l’autostrada Brebemi e la Valdastico Sud a essere utilizzate per lo smaltimento di rifiuti tossici attraverso la falsificazione de cosiddetti codici rifiuti Cer, ma quello che preoccupa è che società coinvolte in questi traffici continuino a lavorare e per lo più per lo Stato”. C’è il rischio che gli inquinanti presenti nei conglomerati, possano aver determinato un inquinamento per liscivazione di campi attigui al luogo in cui è avvenuto il conferimento dei materiali contaminati. Abbiamo inviato inviato un esposto alla Commissione Antimafia affinché indaghi su questo drammatico problema che attenta all’ambiente, alla salute della popolazione e all’economia del nostro Paese”. Rifiuti tossici nell’asfalto, strade dei veleni. Non se ne parla tanto sui media nazionali. Eppure, secondo le prime indagini, ceneri pesanti miste a scarti dell’edilizia e delle demolizioni sarebbero state usate per la costruzione di strade interpoderali almeno nel periodo che va dal 2014 al 2016. La maggior parte dei sindaci dei Comuni coinvolti ha ricevuto nei giorni scorsi la documentazione relativa alla maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia che coinvolge Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Il pubblico ministero veneziano Giovanni Zorzi ha già chiesto il rinvio a giudizio per tre imprenditori veronesi, ora indagati per traffico e gestione illegale di rifiuti usati. L’inchiesta ha avuto origine dopo un maxi incendio scoppiato il 14 ottobre 2018 a Milano in via Chiasserini. Altri capannoni hanno però suscitato l’interesse degli investigatori a Venezia, Lodi e Verona. Quelli che contenevano il “concrete green”, materiale di cui sono state prodotte 720 mila tonnellate tra il 2013 e il 2016. Gli inquirenti avrebbero identificato almeno 71 cantieri in cui sono finite circa 300mila tonnellate di questo conglomerato, utilizzato per la realizzazione del sottofondo stradale, partite da un’azienda veneta del settore. La fortuna di questo prodotto sul mercato era assicurata dal fatto che veniva venduto a 17 euro al metrocubo contro i 247 euro dei conglomerati ecologici. Un prezzo concorrenziale senza essere sottoposto alla decontaminazione prevista. Il tutto a danno della salute dei cittadini. Siamo al Nord. Nella Terra dei Fuochi di cui nessuno parla.

“Agropoli più pulita”: le parole di Maria Cuono

“Agropoli più pulita”: le parole di Maria Cuono

La giornalista Maria Cuono direttrice di Newspage Allinfo, scrittrice e docente di materie umanistiche presso l’Istituto Vico De Vivo di Agropoli spinta da rapporti amichevoli ha deciso di scendere in campo a sostegno del candidato a sindaco Elvira Serra nella lista...

Fermo amministrativo, come difendersi

Fermo amministrativo, come difendersi

Lo Studio legale Rubinacci-Molaro spiega le modalità di verifica e i casi in cui è possibile fare ricorso Questo mese, lo Studio legale degli avvocati Giovanni Rubinacci ed Andrea Molaro, prende in esame l’annosa questione del fermo amministrativo, “tanto cara” per...

Via al Mam, museo aperto della metro

Via al Mam, museo aperto della metro

Il Comune rilancia il Mam, il Museo Aperto della Metropolitana, un progetto innovativo finalizzato a valorizzare le opere pubbliche che fanno parte del patrimonio artistico della metropolitana cittadina. Otto grandi imprese italiane sono pronte a investire al fine di...

Affido, tema di attualità. Se ne parla a Pompei

Affido, tema di attualità. Se ne parla a Pompei

A Pompei un convegno su un tema di scottante attualità. “L’affido, una scelta d’amore” è il tema di studio nazionale scelto dai Lions e fatto proprio dai Lions Distretto 108 YA  e per esso dal presidente del Comitato Marina Latella e dal componente del Comitato per la...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te