Seconda sconfitta consecutiva tra le mura amiche del Napoli, la squadra esce tra i fischi dei circa 15mila tifosi presenti sugli spalti.

 

Ad inizio campionato, nessuno si sarebbe aspettato un finale così negativo degli azzurri, Ancelotti dava molte garanzie per immaginare un Napoli dietro la capolista di 20 lunghezze a 5 giornate dal termine, fuori dall’Europa e dalla coppa Italia. Eppure per la prima ora di gioco, i ragazzi di Carletto avevano sfoderato una buona prestazione, mettendo sotto l’Atalanta di Gasperini che insegue l’obiettivo della Champions League. Con un Mertens in serata di grazia, con belle giocate, inserimenti e il gol che sblocca la partita, sembrava veramente essere la partita del riscatto dopo l’eliminazione.

Ma inspiegabilmente, quello che di negativo da molti mesi si vede in questo Napoli, riaffiora errore dopo errore, davanti alla porta atalantina. Bello il passaggio filtrante di prima che “Ciruzzo” confeziona per Milik, lanciando solo davanti a Gollini, il 99 azzurro si traveste però da pigromilik e con uno scavetto debole, batte l’estremo difensore atalantino che viene salvato all’ultimo millimetro da Masiello evitando il 2 a 0 che avrebbe probabilmente chiuso la partita, brutto errore dell’attaccante polacco che dopo la brutta prestazione di giovedì con l’Arsenal, nè confeziona ancora una abbondantemente insufficiente, con un errore decisivo per le sorti della gara. Troppi gli errori sotto gli occhi del tecnico che guarda inspiegabilmente inerme la sua squadra sgretolarsi nel vero senso della parola, minuto dopo minuto, errore dopo errore. L’ingresso di Ilicic, da una carica in più ai neroazzurri che al 65esimo prendo in mano le redini della partita e nel giro di dieci minuti la ribaltano, prima con l’ex Zapata e poi con Pasalic che fissa il risultato sul definitivo 1-2. Praticamente nulli i cambi di Ancelotti che corre ai ripari, prima con Younes e poi con Verdi.

Sconfitta che nelle sorti del campionato non dovrebbe influire più di tanto, anche se il distacco dalla terza si è ridotto a 6 punti con ancora lo scontro diretto da giocare al San Paolo, però nonostante il campionato sia ormai chiuso da diversi mesi, la maglia va sempre onorata, gli errori sotto porta stanno diventando maledettamente di routine e questo non può essere più tollerato, serve la cattiveria giusta in ogni partita a prescindere dell’importanza del match, contro l’Atalanta ancora una volta sotto porta non c’è stata la giusta “cazzimma” la giusta fame di gol che più volte a contraddistinto l’attacco partenopeo. Che si giochino queste ultime 5 partite con la concentrazione al massimo, poi (come detto da Ancelotti nel post partita) si pensa alla programmazione della nuova stagione calcistica, il tecnico ha confermato che arriveranno nuovi innesti ma l’ossatura (il gruppo forte) della squadra non sarà toccata per una continua crescita, tra l’ossatura ci sarà anche Lorenzo Insigne che dalle dichiarazioni di Ancelotti, resta un patrimonio del Napoli che va recuperato.