“Dog blu terrier”, “La strega” e “Bambola” sono solo alcune delle opere protagoniste di “Trip Beyond Trap”, mostra postuma del giovane e virtuoso artista partenopeo Gennaro Cilento, scomparso prematuramente 10 mesi fa. Ad ospitarla, dal 12 aprile all’8 maggio, Spazio n.7 di Luigi Ambrosio, in via Gian Battista Vico 7 a Caserta, che per l’occasione accoglierà una selezione di creazioni realizzate, in periodi differenti, da colui che è stato ribattezzato “padre della trip art”.

Un sentito allestimento-omaggio, a cura del gruppo M.P.A.F. – collettivo artistico del quale Cilento faceva parte-, costellato da opere anche inedite, prese in prestito da amici e collezionisti privati, caratterizzate da inconfondibili sfumature fluo, uno dei suoi segni distintivi.

Dipinti, principalmente acrilici, ma anche tubi-installazioni e originali pittosculture in legno.

“Definire Gennaro Cilento solo un pittore è lesivo, limitante ed offensivo – spiega l’amico Domenico Di Caterino -. Era un intellettuale empatico e relazionale dotato di un’immensa intelligenza trasversale. Uno di quelli con i quali s’impatta una sola volta nella vita, in grado di leggere la complessità e la sfaccettature dell’umano in qualsiasi dimensione e ambiente in una modalità psico magica. Gennaro aveva non uno, ma una moltitudine d’ambienti e sistemi di riferimento – continua – la sua formazione accademica (Istituto d’Arte prima e Accademia di Belle Arti poi), s’intrecciava con i centri sociali, le piazze, il suo amato Rione Sanità, gallerie, Storia dell’arte e Storia del cinema. La sua Trip Art – conclude – nasceva connessa con un futuro che è e sarà nelle nostre vite, esteticamente sempre più presente nel quotidiano. Nei suoi quadri l’estetica di quello che siamo e saremo”. Vernissage, venerdì 12 aprile, alle ore 19.