Napoli è la città del sole, del mare e dell’allegria. Eppure sono tanti i racconti che nascondono anche un suo lato tetro e oscuro, storie e leggende misteriose e condite da atroci omicidi. Celebre è la storia di Palazzo Sansevero, in Piazza San Domenico, una storia che ruota intorno alla triste vicenda di due amanti: Maria d’Avalos e il duca d’Andria Fabrizio Carafa. A scoprirli fu il marito della donna, Carlo Gesualdo principe di Venosa, un uomo accecato dalla gelosia che, insospettito da diverse dicerie sulla moglie, un giorno si ritirò a casa in largo anticipo da una battuta di caccia e la sorprese a letto con l’amante. Così la notte del 18 ottobre 1590 le stanze del palazzo si tinsero di sangue. Gesualdo per completare la sua vendetta e difendere il suo onore, espose i corpi delle due vittime, ancora nudi ed insanguinati, fuori al palazzo. Il principe di Venosa, temendo una possibile vendetta da parte della potente famiglia Carafa, decise di partire e abbandonare il suo palazzo, ritirandosi in esilio. Sempre tormentato da incubi, paranoie e sensi di colpa, il suo animo inquieto lo spinse ad uccidere anche il figlio, perché mosso dal dubbio che fosse stato generato dall’adulterio della moglie. Si racconta che ancora oggi il fantasma di Maria d’Avalos  si aggiri in Piazza San Domenico, e che quando ricorre il giorno dell’omicidio, si sentano le sue urla strazianti, quasi come e se non si desse pace per la morte del figlio e per la fine del suo amore con Fabrizio Carafa.