albergatori - tassa di soggiorno
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Esordio di primavera infuocato, a Napoli, nel settore del turismo: l’avvio della stagione  turistica registra la levata di scudi da parte di tutti gli operatori di un settore trainante, per l’economia cittadina, contro l’irrituale aumento, a partire dal primo aprile, della tassa di soggiorno per le strutture ricettive della città, già gravate da una pressione tributaria tra le più alte d’Italia, come nel caso dello smaltimento rifiuti. “I problemi finanziari del Comune non possono essere risolti elevando la tassa di soggiorno, quindi penalizzando le nostre attività – sottolinea Giancarlo Carriero, presidente della Sezione Turismo dell’Unione Industriali Napoli -. Inoltre sconcertano le modalità con cui questa decisione è stata ufficializzata”. Carriero, infatti, è stato convocato dal vice sindaco Enrico Panini e dall’assessore al Turismo Nino Daniele per la comunicazione dell’aumento in tutte le strutture ricettive. “Nonostante le assicurazioni sulla concertazione con le parti sociali – aggiunge Carriero –, come al solito la prassi seguita è quella di decidere senza interpellare prima i diretti interessati. Così si finisce per danneggiare gli operatori di un settore che in questi ultimi anni ha rappresentato una boccata d’ossigeno per l’economia del nostro territorio. I proventi della tassa dovrebbero essere destinati al miglioramento dei servizi turistici, non utilizzati per fare cassa, come finora avvenuto!”. Rincara la dose Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli: “L’aumento dell’imposta di soggiorno non solo rappresenta un aggravio di spesa per il turista, ma creare difficoltà per il personale e per gli aggiornamenti dei programmi gestionali. L’immediatezza dell’entrata in vigore è deprecabile: ci sono già prenotazioni e contratti che non possono essere modificati, così gli aumenti ricadranno sulle strutture recettive o sulle agenzie di viaggio. Il Comune – aggiunge Izzo – ha mostrato disattenzione alle dinamiche del settore, non tenendo conto del rilancio del turismo in paesi competitor, come quelli nord africani, che assottiglieranno il nostro mercato”. Convocata a Palazzo San Giacomo anche l’Associazione dei B&B ed Affittacamere della Campania. “Ci hanno convocato per farci prendere atto di una scelta unilaterale – afferma Agostino Ingenito, presidente Abbac -. Questo aumento penalizzerà ospiti e gestori, in un momento in cui si fa sempre più agguerrita la concorrenza tra città d’arte e località turistiche. Mentre mancano servizi e sicurezza, nulla si sa della destinazione ed utilizzo di quei milioni di euro raccolti: siamo a conoscenza dei problemi finanziari del Comune ma a pagare non può essere il turismo, unico settore economico che garantisce reddito a famiglie ed imprese”.