Gaiola, una maledizione che non perdona

da | Mar 22, 2019 | Storia

Il mare di Posillipo incanta ogni estate tantissimi bagnanti che si recano sulle sue spiagge per godersi il sole e il mare. Tra i posti piĂą ambiti, la Gaiola fa da regina. E proprio intorno all’isolotto della nota Gaiola si aggirano storie e vicende spiacevoli legate in particolar modo alla sua villa abbandonata. Una villa che ha avuto come proprietari personaggi noti, e che dal 1911 dĂ  inizio a una serie di eventi sfortunati, fino a farla diventare un posto maledetto. Intorno agli anni venti viene acquisita da un medico, Hans Braun, un uomo innamorato della cognata che venne scoperto e accusato di adulterio dalla moglie. La donna presa dal dolore, causato dal tradimento del marito, decise di scappare dalla villa utilizzando una seggiovia che l’avrebbe dovuta portare sulla terraferma. Ma la donna non arrivò mai a destinazione, e il suo corpo fu ritrovato senza vita, portato dalle onde del mare. Il proprietario successivo fu Otto Grunback, un commerciante di profumi che si tolse la vita. Solo dopo pochi anni il proprietario di una nota casa farmaceutica, Maurice Sandoz, acquisisce la Gaiola. Anche in questo caso la sorte fu sciagurata: l’uomo fu trovato morto nel ’55 in una clinica in quanto credeva di essere tormentato dalla sfortuna. Un altro noto personaggio, divenuto proprietario della villa, fu il miliardario Paul Getty e il tedesco Carl Langheim: entrambi sono stati segnati da eventi sfortunati come rapimenti e bancarotta. La maledizione della Gaiola non perdona.

La nascita di Neapolis

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Procedono i lavori del Grande Progetto UNESCO in via Carbonara. Ci troviamo in una zona fuori dalle mura della cittĂ  di Napoli, un luogo che nel lontano medioevo era chiamato ad carbonetum: destinato a raccogliere i rifiuti fuori dalle mura cittadine. Via Carbonara...

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L'accostamento dell'isola d'Ischia all'Islanda viene fatto per la presenza di numerose sorgenti termali ad elevata temperatura. Ischia è venuta a formarsi attraverso una serie di attività effusive (colate di lava e duomi) ed esplosive (tufi) di numerosi vulcani. Il...

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Capri: la leggenda della campanella di San Michele

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EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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