È la pizza il piatto che ci rende più felici

da | Mar 19, 2019 | Cronaca

Per i napoletani è quasi scontato, anche se non c’era mai stata prima un’indagine del genere: è la pizza il piatto in assoluto che è in grado di renderci più felici: la preferenza per il lievitato è di quasi un italiano su due (42%). Scendendo più nei particolari ad amare di più la pizza sono le donne (47%), i millennials (25-34 anni) con il 60% delle preferenze e gli abitanti del Sud e delle Isole (51%). Questi dati resi noti in occasione della Giornata Internazionale della Felicità in programma il 20 marzo, sono contenuti in un’indagine Doxa-Deliveroo. L’analisi, condotta su un campione rappresentativo della popolazione di età superiore ai 15 anni, ha avuto come tema il rapporto tra quanto mangiamo e la felicità mettendo in evidenza piatti e momenti che hanno a che fare con il cibo che ci rende più felici. Nella classifica al secondo posto la pasta (33%) che precede di poco le grigliate di carne e di pesce, entrambe appaiate in terza posizione con il 30% delle preferenze. Il quarto posto se lo aggiudica il gelato con il 21% dei consensi davanti ai formaggi (10%) e ai salumi (9%). Solo il 7% delle preferenze per il panino che si posiziona a pari merito con il sushi. La preferenza per la pizza è confermata anche nel settore surgelato (ma su questo fronte i napoletani non possono essere d’accordo). Con un consumo pro capite – riferito dall’Istituto Italiano Alimenti Surgelati – è superiore a 1,5 kg nel 2017 con consumi complessivi che hanno toccato quota 91.500 tonnellate (+2,1%). La pizza è mangiata da più di sei famiglie su dieci (63%) e la preferita è la “Margherita” tra più di quarantacinque tipologie presenti in commercio. I consumi di pizze surgelate rappresentano oggi il 20% circa del mercato complessivo. Dicevamo dei napoletani che non si stupiranno molto per questi dati. Perché al di là delle statistiche sul consumo è comunque noto che questo piatto tipicamente partenopeo, ma oggi presente sulle tavole di tutto il mondo, in tanto fa registrare proseliti perché effettivamente genera un piacere particolare nell’assaporarlo. La pizza ormai è un cult planetario, anche nei continenti più lontani è diventata di moda. Sono lontani i tempi in cui fu scoperta anche dagli americani, grazie soprattutto ad immigrati italiani e napoletani e fece la fortuna di questi lungimiranti imprenditori che per primi lanciarono le pizzerie nella “grande mela”. Scontata anche la preferenza per la mergherita, la pizza che il pizzaiolo Brandi ad inizio del ’900 inventò in occasione della visita a Napoli della regina Margherita, moglie del re Umberto I di Savoia. E in quella occassione volle farle assaggiare una pizza che contenesse i tre colori della bandiera: il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico. Anche la regina Mergherita, evidentemente, dovette mostrarsi particolarmente “felice”.

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EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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