Brutto, sporco e cattivo (poco). Un passo indietro rispetto alla sontuosa prova contro la Juve ed al concerto fatto ascoltare ai salisburghesi in coppa. Evitata la sconfitta sul filo di lana. Con il tiro a giro di Insigne, specialità – vabbè, si fa per dire – della casa. E ci voleva proprio questa stella filante per tornare a guardare il cielo e dimenticare il rigore flop contro Madama. S’è registrato sulla ruota di Sassuolo il ritorno dei ritardatari del gol. Perché se Lorenzinho non segnava da un po’ di tempo, prima aveva apposto il sigillo per i neroverdi Berardi che in casa non la metteva dentro addirittura dal gennaio dello scorso anno. Che numeri, ragazzi. Entrambi i goleador ritrovati hanno beneficiato delle mancanze ed omissioni di avversari. Berardi dopo il goffo tentativo di respinta di Allan. Insigne grazie al cadeau offertogli da Magnanelli. Scialba la prova della squadra azzurra. Senz’anima (e penso a Fabiàn Ruiz ed a Zielinski) ed involuta in una maniera da farti venire il nervoso. Perché Sopracciglio Alzato dovrà pur spiegare una buona volta che senso ha ordinare le sovrapposizioni degli esterni bassi che poi sono costretti ad accentrarsi per offrire spazio agli esterni alti che a loro volta si dispiegano su una linea orizzontale a discapito della profondità. Mistero. Troppe toppe ha mostrato il Napoli nell’ansia vissuta tra l’esigenza di una formazione dettata dalle necessità e dal desiderio di dare spazio alle cosiddette seconde linee.

Lenta la manovra, tutti insieme in orizzontale e così pure peperino Mertens s’è impappinato alla ricerca del vorrei più spazi ma non posso. Ha deluso, ancora una volta Verdi che s’è perduto alla ricerca (forse) dello spartito della Forza del destino. Nell’unica volta che Ghoulam ha servito la palla giusta, il Verdi-nero di questi suoi tempi grami l’ha malamente sprecata. Ghoulam, ecco un altro irriconoscibile, lontano parente della freccia di fascia che fu: involuto, insicuro, impreciso, scialbo. Era partito lancia in resta il Napoli, con Mertens (l’unica volta che gli è capitata la profondità) anticipato in area da un intervento super di un guardiano di casa. E con un contropiede micidiale che Ounas ha gestito in maniera orrenda non servendo Insigne liberissimo ed in paziente attesa del tocco. Nel frattempo, il Sassuolo s’era ringalluzzito provocando crepe nella retroguardia azzurra e perfino, con Boga, uno sfondamento con tanto di tunnel a Chiriches che, poverino, sarà sostituito da Luperto. Sopracciglio Alzato sarà costretto, per la disperazione immagino, a dare spazio a Younes per Ounas ed a Milik per Verdi. S’è impegnato il tedesco. È stato inconsistente il polacco, autore tra l’altro di un paio di sciagurati appoggi all’indietro, veri e propri assist per gli avversari. Una partita nata male e giocata peggio. Per carità, può capitare.

È umanamente ragionevole sentirsi leoni in Europa e traveau spinti al timbro del cartellino in campionato. Ma sarebbe errore grave mettere in discussione la seconda cadrega, magari pensando che tanto la partecipazione alla prossima Champions è più che certa.