Spesso si crea confusione tra spese deducibili e spese detraibili, ma in realtà, deduzione e detrazione non sono sinonimi. Le detrazioni fiscali, o gli oneri detraibili, sono quelle spese che possono essere sottratte direttamente dall’importo delle imposte da pagare, diminuendone così l’importo relativo. Tra queste rientrano le spese sanitarie, le quietanze relative al sostenimento degli interessi passivi relativi a mutui ipotecari, spese veterinarie, spese bonus ristrutturazioni. Facciamo un esempio pratico: il contribuente Y ha un reddito imponibile di 10mila euro. Applicando l’aliquota Irpef del 23%, le imposte da pagare ammonterebbero a 2.300 euro. Supponiamo che il contribuente abbia oneri detraibili pari a 300 euro, l’importo da pagare diminuisce a 2.000 euro. Le spese deducibili sono, invece, quegli oneri che concorrono direttamente alla riduzione del reddito imponibile, ciò vuol dire che intervengono nel momento in cui vengono applicate le aliquote percentuali, in base agli scaglioni IRPEF, per il calcolo delle imposte sui redditi. Tra queste rientrano: contributi previdenziali versati a casse professionali di appartenenza o all’Inps; assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato; rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri. Facciamo maggiore chiarezza. Supponiamo che il contribuente ha un reddito lordo pari a 20.000 ed ha sostenuto spese deducibili per 2.000 euro, il suo reddito imponibile è pari a 17.000 euro. Su tale reddito vengono applicati le percentuali degli scaglioni di reddito IRPEF, che in questo caso sono: da 0 a 15.000 il primo scaglione del 23% e per la parte eccedente i 15.000 il secondo pari al 27%. Non sappiamo quanta vita abbia ancora l’Irpef, visto la imminente introduzione della flat tax, ma, almeno per questo anno, sembra che i contribuenti debbano ancora rapportarsi con tale imposta.