Vincenzo Canzanella

Il carnevale è alle porte, e in occasione della festa più colorata e divertente dell’anno, in cui è lecito fingere, almeno per un giorno, di essere qualcun altro, vi presentiamo il maestro artigiano di abiti d’epoca e costumi: Vincenzo Canzanella. Ha maturato la sua esperienza presso l’istituto d’Arte di Napoli, al fianco di maestri come Eugenio Visi e Francesco Galante. E proprio tra Corso Umberto e Piazza Mercato, in uno storico palazzo di Sant’Egidio, sorge la sua antica sartoria cine-teatrale: la più antica di Napoli. Il suo atelier è storia! Quando si entra sembra di visitare un museo, al suo interno sono esposte intere collezioni di abiti di scena che hanno vestito personalità come: Maria Callas, Carla Fracci, Audrey Hepburn e Sophia Loren. Una lunga carriera che ha trasformato in arte e in storia il suo talento, vestendolo d’onore quando il suo mestiere gli ha permesso di lavorare anche al fianco di maestri come il grande Eduardo De Filippo.

 

La sua sartoria è la più antica della città. Come nasce?
“A quindici anni ho iniziato la mia professione collaborando all’interno della sartoria teatrale della signora Maria Consiglio Picone, che fu nel 1954 tra le creatrici della moda Positano. Il mio primo lavoro è stato al Teatro San Carlo nel ’54 con l’opera Santa Giovanna, interpretata da Ingrid Bergman e diretta da Roberto Rossellini. Sempre per il celebre regista ho realizzato gli abiti  dell’opera l’Aida messa in scena all’Arena Flegrea. Nel 1975, quando ormai avevo maturato una vasta esperienza, mi sono messo in proprio e ho creato la sartoria C.T.N. 75 (Costumi Teatrali Napoli 75). E dal lontano ’75 ad oggi ho realizzato dei lavori meravigliosi che mi hanno dato l’occasione di girare il mondo. Abiti che hanno viaggiato da Roma a Montecarlo, fino ad arrivare in paesi come la Finlandia, Svizzera, Spagna, Russia e Cina”.

Attualmente su cosa sta lavorando?
“In questo periodo sto realizzando degli abiti per il Ballo in maschera che si terrà al Teatro San Carlo, e, sempre per il Teatro San Carlo, ho creato i costumi per il grande ritorno della Bohème. Sono tante le opere per cui ho lavorato, come la Turandot: tutti spettacoli importanti che sono stati messi in scena al Teatro dell’Opera di Roma, di Losanna e di Pechino”.

 Per il carnevale di quest’anno ha avuto molte richieste di noleggio costumi?
“Ormai le richieste di noleggio sono pochissime, non è più come tanti anni fa, quando le persone andavano alla ricerca di abiti un po’ più particolari”.


Quali sono i più gettonati?
“I più richiesti sono i costumi del ‘700 e dell’800. Essendo un genere che difficilmente attrae i giovani, la domanda viene fatta da una fascia di pubblico più adulto”.

C’è mai stata una richiesta un po’ bizzarra?
“Assolutamente sì. Ultimamente ho ricevuto richieste per il costume della sciantosa: la fatidica donna fatale che ammalia e seduce gli uomini. Ricordo che mi è stato anche chiesto di realizzare l’abito che richiama il famoso ballo francese: il can-can”.


Qual è il costume più prezioso, in termini di costi?
“Il prezzo varia in base ai ritocchi da fare. Quelli più importanti si aggirano intorno ai 100 euro”.


Organizza anche corsi e stage per gli studenti?
“La sartoria C.T.N. 75 è accreditata dalla Regione Campania come ente di formazione, quindi sono tanti gli studenti del liceo e degli istituti professionali con indirizzo moda che si rivolgono a noi per effettuare sia stage con progetti PON che alternanza scuola-lavoro”.

 

Vincenzo Canzanella, da poco ottantenne, si destreggia con semplicità ed orgoglio all’interno del suo atelier, raccontandoci con estrema gioia e semplicità la memoria dei suoi abiti: realizzazioni che hanno fatto la storia del cinema, del teatro e della televisione. La vastissima collezione di costumi è un vero e proprio archivio storico: sono oltre 15.000 gli abiti da lui realizzati. Un patrimonio immenso che meriterebbe di essere condiviso con il pubblico e le future generazioni di costumisti, perché solo ammirando le sue opere si potrà avere come l’impressione di intraprendere un viaggio temporale, attraverso l’alternarsi di stili ed epoche diverse.