“Il Vomero e il Centro storico di Napoli stanno diventando una gigantesca rivendita di grassi e zuccheri a discapito dei negozi storici e degli artigiani e il Comune deve dire stop a questa invasione”. È quanto dichiara all’Adnkronos il Presidente del Centro Commerciale Vomero, Enzo Perrotta, che punta il dito contro l’invasione di bar e pizzetterie soprattutto nella zona collinare di Napoli.
“Mi domando come sia possibile che in città – dice Perrotta – ed in particolare al Vomero, si aprano così tanti esercizi commerciali dediti alla somministrazione di caffè e prodotti alimentari come pizzette e cornetti senza che nessuno intervenga. Né il Comune di Napoli né le forze dell’ordine muovono un dito di fronte a questa situazione. Eppure il sindaco Luigi de Magistris, che abita proprio al Vomero, è un ex magistrato e conosce bene la questione. Per aprire un bar o una pizzetteria – prosegue Perrotta – ci vogliono dai 50 mila ai 100 mila euro e siccome ce ne sono tanti ormai, molte di queste attività sono semivuote. Hanno pochi clienti eppure ogni mese i loro titolari sono in grado di pagare 3, 4 e anche 5 mila euro di affitto per i locali. Dove trovano questi soldi? Noi abbiamo il sospetto che dietro questa invasione di bar e pizzetterie ci sia un’autostrada per il riciclaggio di denaro sporco. Ma – dice Perrotta – nessuno fa niente per contrastare questa situazione, nonostante poi, come accaduto di recente, quando le forze dell’ordine effettuano sequestro di centianaia di milioni di euro ai clan camorristici, scoprono che questi hanno in mano centinaia di negozi in città”.

La soluzione al problema, secondo Perrotta, esiste ed è nelle mani di Palazzo San Giacomo. “Il Comune non può fingere di non vedere – dichiara il presidente del Centro commerciale Vomero-Arenella – e deve imporre la scelta delle tipologie di esercizi commerciali almeno in alcune zone della città. Il Comune può e deve fare uno screening dei bar aperti e fare una valutazione da zona a zona domandandosi perché si aprono tutti questi bar al Centro storico e al Vomero. Quindi, dopo questa analisi dettagliata  bisogna imporre delle regole come accaduto in altre città, per esempio a Firenze, dove il sindaco due anni fa si oppose all’apertura del McDonald’s vicino al Duomo. L’obiettivo da perseguire è quello di conservare intatta l’identità e la tradizione commerciale della città”.