Dacourt: “Due calciatori francesi rifiutarono la Juve per colpa del razzismo…”

da | Gen 26, 2019 | Calcio Napoli, Sport

“Non farò nomi, ma due calciatori francesi di prima fascia hanno rifiutato in tempi diversi di andare alla Juventus e in un altro club italiano perché si sa che in Italia questa piaga del razzismo è più difficile da debellare”. A rivelare l’importante retroscena Olivier Dacourt, ex centrocampista francese di Roma e Inter, in un’intervista al Mattino focalizzata sul tema del razzismo, alla luce in particolare dei fatti di Inter – Napoli a San Siro dello scorso dicembre ai danni di Koulibaly.

“Anche in Francia si è parlato tanto del caso Koulibaly, – continua Dacourt -. Quando ho contattato Kalidou per manifestargli la mia solidarietà, gli ho spiegato che non merita questo schifo, che è un grande campione ed un uomo ancora migliore. Volevo tirargli su il morale con un messaggio, ma non ce ne è stato bisogno, ha già battuto i razzisti con il suo cuore d’acciaio. Ma, una piaga del genere, a dirla tutta, condiziona il calcio italiano. È qualcosa di orribile parlarne ancora nel 2019 . Ricordo che avevo dieci anni quando seguivo il Marsiglia e lanciavano banane a Joseph-Antoine Bell, il primo portiere nero nella storia del campionato francese. Chiedevo a mio padre: perché lo fanno? Sono passati più di trentacinque anni, avete visto quello che è successo in Inghilterra qualche mese fa? La stessa cosa: è assurdo. In Italia però non c’è la stessa severità”.

Dacourt ha poi lodato Carlo Ancelotti e il suo impegno proprio su questo fronte: “L’Italia dovrebbe esser grata a Carlo. Avevo già una grande stima di lui, sia come calciatore, sia come allenatore. Ora, Ancelotti sta riabilitando l’immagine dell’Italia agli occhi dell’Europa, è un aspetto importantissimo. Così come lo è stato il messaggio di CR7: è più scontato che un altro calciatore nero manifesti la sua solidarietà, lo è molto meno che lo faccia uno che nero non è e si chiama Cristiano Ronaldo. Le testimonianze di Carlo e di CR7 sono quelle che non fanno dire più no all’Italia a un calciatore di colore”.

Interpellato quindi sull’ipotesi da dare la fascia da capitano a Koulibaly nella gara di San Siro contro il Milan ha commentato:“Non serve assolutamente a nulla. L’unica cosa che conta è fare gesti concreti, gli stessi di cui parla Ancelotti. Se dagli spalti arrivano i cori, allora, le due squadre si fermano. Tutti e ventidue in campo tornano negli spogliatoi. Capisce che potenza mediatica avrebbe un atto del genere? Farebbe il giro del mondo in pochi secondi”.

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