barella

I sogni, la realtà, le leggi. I sogni sono vincere qualcosa e acquistare un campione doc. La realtà è la costruzione della squadra del futuro, affidata ad Ancelotti. Le leggi sono le linee guida di un popolo civile. Punto primo: c’è chi vorrebbe il ritorno del matador, insomma Cavani. Un fior d’attaccante, ma i cavalli di ritorno non sempre galoppano col furor di prima. Intanto, si punti ad arrivare in finale della coppetta italica e dell’Europa League. Punto secondo: gli occhi su Barella. Farei di tutto per vestire d’azzurro il cagliaritano che mi piace definire tamburino sardo. Lui e Zaniolo sono il presente ed il futuro della Nazionale. Ma mai, sacrificherei Allan per il baby d’oro. Pare che ci sia più di un’idea sul monetizzare tramite la cessione del brasiliano (lo vorrebbe il Psg) per arrivare al baby d’oro della Sardegna. Piace il genoano Kouamé, ivoriano. Prospetto di campione. Punto terzo: il vertice sulla sicurezza ha partorito il solito topolino. Sono del parere che i buuu verso i giocatori di colore siano razzisti a modo loro. Cioè: orientati verso l’avversario, colui che ha una maglia diversa dalla tua. Più becera è la discriminazione territoriale. E qui c’è poco da fare, se un leader politico, oggi ministro, soltanto un po’ di tempo fa cantava la filastrocca – questa sì puzzolente – sui napoletani dai quali scappano anche i cani. Buon anno.