Pianura, inaugurato “Un villaggio per Crescere” per famiglie e bambini da 0 a 6 anni

da | Gen 12, 2019 | Cronaca | 0 commenti

Napoli, più precisamente, Pianura. Nel quartiere periferico dalle molteplici problematiche, in una delle zone più in ombra, a Via Comunale Napoli n.101, presso la sede dell’I.C. Don Giustino Russolillo, è partito il richiamo forte e deciso dello spirito comunitario del Villaggio. Un Villaggio per Crescere, un villaggio per offrire bellezza formativa, creatività, motivazione e voglia di riscatto per i bambini e per le loro famiglie.

Inauguriamo ufficialmente l’iniziativa Un Villaggio per Crescere che ci vedrà impegnati, speriamo con tantissimi di voi e dei vostri figli, per i prossimi tre anni. Il Progetto nasce da una candidatura inviata ben due anni fa e su sollecitazione di un’impresa sociale Con i bambini che ha messo a disposizione finanziamenti per la formulazione di Progetti per contrastare la povertà educativa, soprattutto in territori dove c’è più bisogno di sostenere la crescita e lo sviluppo dei bambini per varie fasce d’età. La nostra scuola ha presentato due candidature: per la fascia 0-6 e 11-18 con i Progetti Un Villaggio per crescere e Bella Presenza. Oggi inauguriamo il primo e a giorni il secondo”, così il Dirigente scolastico, dott.ssa Daniela Pes nel discorso d’apertura del Villaggio.

Si tratta di un progetto su scala nazionale, proposto e coordinato dal Centro per la salute del Bambino – ONLUS, approvato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile per garantire un’offerta educativa di qualità rivolta a tutte le famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, residenti in aree/comunità caratterizzate da alta prevalenza di povertà educativa e/o carenza o scarsa fruizione di servizi per l’infanzia, con la creazione di nove presìdi, allestiti in strutture messe a disposizione da Enti pubblici (Comuni, Istituti Scolastici) o privati. Uno spazio educativo a cui attingere gratuitamente per svolgere attività di condivisione di lettura dialogica, arte pittorica, gioco empatico, coltivazione di un orto, musica, per prendersi cura di sé e dell’altro.

Presente all’inaugurazione anche l’Assessore all’Istruzione e alla Scuola Annamaria Palmieri che ha sottolineato l’importanza di un tale progetto all’interno di una scuola: “La Scuola è la città perché intorno ad essa, intorno agli insegnanti, ai bambini e ai ragazzi, ci sono le famiglie. Se facciamo un calcolo rapido, intorno alla scuola ruotano 500 000 persone! Il dedicarsi ad un’altra vita, come genitori, è un’esperienza totalizzante. A Napoli in modo particolare: possiamo avere tutti i problemi del mondo ma guai a chi “ci tocc’ ‘e criatue”. Aver vinto questo progetto nazionale è un orgoglio. Aver concorso grazie  ad una mentalità che va oltre il tempo della scuola e guarda da 0 a 99, perché guardare e ai bambini e alle loro famiglie vuol dire cogliere tutte le esigenze formative anche di chi non è più a scuola: questa è la vera Comunità. Una comunità che non pensa che il compito della scuola sia far prendere una licenza o diploma ma che dia l’opportunità di diventare una Persona e mentre lo diventa il bambino lo divento io: una Persona migliore per tutto quello che posso imparare insieme a lui.  Questa la logica del Villaggio”.

Le attività del Villaggio saranno svolte tutti i giorni, in orari sia mattutini che pomeridiani, per venire incontro alle diverse esigenze più differenziate affinché si diffonda, come un’eco, il richiamo in cui tutti si adoperano affinché cresca ogni singolo bambino: “Per crescere un bambino, ci vuole un villaggio”.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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