Fuorigrotta, i “reclusi” del Parco San Paolo

da | Gen 5, 2019 | Cronaca | 0 commenti

Prigionieri  in casa senza  neanche sapere  quali saranno i tempi d’attesa. La mancanza di informazioni pesa quasi  quanto i disagi ed i pericoli per gli abitanti del Parco San Paolo, a Fuorigrotta, ostaggi da un anno e mezzo della linea 7 del metrò  per  il collegamento  tra le ferrovie Cumana e Circumflegrea, con la costruzione di una stazione proprio al centro del rione, tra la chiesa di San Paolo Apostolo  ed una nota clinica. Premessa: gli abitanti (circa 3mila persone) non sono affatto contrari allo sviluppo della infrastruttura. Ma il cantiere che occupa via Bakunin finora non ha fatto che isolarli maggiormente: niente vie di fuga;  “saltati”  circa 300 posti auto per i residenti  nonostante il pagamento di  150 euro per il diritto a sostare sulle strisce blu;  ostacolato   il passaggio dei mezzi di soccorso.  “Se qua morisse qualcuno, dovrebbero fare il funerale all’aperto,  non potendo un’auto arrivare  fino  all’ingresso dei palazzi…”  protesta Antonio Neri,  80 anni,  che abita in zona.  E persino la circolazione pedonale è difficile: per attraversare via Bakunin da un lato all’altro,  si è costretti  a fare il giro attorno all’intero  cantiere.

E poi scarsa illuminazione. Di notte è il coprifuoco. Gli abitanti del Parco San Paolo denunciano un incremento di scippi e di furti nelle case; danneggiamenti. Chi può, se ne va. E alcuni esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere.

Per non parlare del verde. Oltre all’abbattimento iniziale di vari alberi di alto fusto (necessario per i lavori),  i giardini di fronte alla chiesa nonché le aiuole di via Bakunin appaiono nel più totale abbandono: tronchi d’albero , erbacce altissime, rifiuti a tutto spiano  e  un proliferare di insetti particolarmente aggressivi.

Degrado chiama degrado: alle spalle della chiesa, denuncia il parroco, sono stati trovati  siringhe e preservativi  lungo il vialetto che conduce alla scuola.

Il progetto prevede una ferrovia a 40 metri di profondità ; che la stazione sia integrata con un parcheggio da 250 posti  interrato a tre piani;  e la pedonalizzazione del grande asse centrale del Parco San Paolo (con una  passerella  che colleghi  questa zona  al rione Traiano). Ad agosto 2017 si ipotizzò che i lavori finissero nel 2021 ma i tempi  probabilmente   slitteranno…  Il cantiere  di via Bakunin  infatti è fermo da almeno 8-9 mesi . “E  anche  quando i lavori erano in corso>, sostengono  gli abitanti, <non notavamo grossi movimenti. Si trattò probabilmente dell’allestimento del cantiere e del  trasporto di materiale da deposito…”.  Poi tutto s’è fermato: “Adesso è tutto fermo e c’è solo un custode”.

Il 15 giugno dopo otto mesi di proteste  c’è stato  un  lieve ridimensionamento del cantiere (per allargare, almeno da un lato di via Bakunin,  lo spazio per gli autoveicoli):  furono spostati alcuni new jersey  ch’erano  troppo vicini ai palazzi…  Ma non basta.   Persistono rischi per l’incolumità dei cittadini, difficoltà di movimento  per i mezzi di soccorso  e  anche  nell’eventualità di fuga per eventi sismici  (siamo in zona rossa).  Anziani e disabili sono isolati.  “Situazione inaccettabile,  tanto più che il cantiere è fermo da mesi” .  Sembra che neanche la Municipalità, guidata da Diego Civitillo, riesca ad avere informazioni dalla Regione  sulla ripresa dei lavori benché ci abbia provato più volte attraverso l’assessorato alle Infrastrutture del Comune. Quanto  tempo durerà questa storia?  “Al Parco San Paolo sia ridata la sua dignità”. I cittadini attendono risposte.

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