Il commento. Contro il Frosinone prova superata per i tre reduci da infortuni all’esordito in campionato. Bene anche l’algerino

La Ciociaria è cara terra, genuina, dove si mangia bene. Il calcio è un’altra cosa. Mai visto nel tempio sanpaolino una squadra più scarsa. Uno sparring partner che aveva il timore di boxare e infatti ha preso quattro sberle in pieno volto. Un buon allenamento in vista del martedì di Liverpool. C’era il pericolo che gli azzurri affrontassero i frusinati con il passo lemme e svogliato che costò due punti d’oro con il Chievo. Idea peregrina perché il Carletto, che dormirà anche prima e dopo la visita alla città dei Beatles, ha confessato nell’intervista a Veltroni che per lui lo stress, se c’è, si vive solo nei novanta minuti di un match. Vivaddio, un tecnico che è raro come una mosca bianca nel panorama dei tanti, troppi nervosetti che si aggirano nei pressi delle panchine del tormento. E dunque in mostra tutte le novità della casa.

Il portierino Meret che s’era fermato a Dimaro. Il ritorno di Ghoulam che mancava dal novembre dello scorso anno. Il giovane Luperto che ha spedito Koulibaly a destra. Il possente Milik confermato dopo la prodezza di Bergamo che fa doppietta e sfiora il tris che gli avrebbe consentito di mettere il pallone sotto l’albero di casa. E zitto zitto il polaccone raggiunge a quota sette gol i compagni di reparto Insigne e Mertens, quei piccoletti terribili. E quindi Ounas il francoalgerino che è stato il migliore in campo, di gran lunga, dimostrando di essere molto più che una seconda, terza scelta: tecnica, velocità, stop che sono una delizia, dribbling funambolici e pure un gran gol dalla distanza con leggero aiuto di una schiena ciociara. Perché Adam s’era un po’ rotto di giropalla e tanto fumo e poco arrosto ed allora ha deciso di mettere al sicuro il tutto, da lontano. Risultato già in cassaforte dopo il sinistro apriscatola di Zielinski. E verranno i sigilli di Milik nella ripresa. Con il primo gol segnato di testa in campionato come c’hanno ricordato i dioscuri Sky, con la seconda voce pellegrina assai che pretendeva di più dai frusinati: s’avvicina il Natale e siamo tutti più buoni, okay? Dal calcio d’angolo aveva battuto Ghoulam che ha fornito anche l’assist per il secondo gol del polaccone.

Sorprese su sorprese. Perfino Younes il tedesco di origini libanesi che una volta spariva e non si sapeva dov’era e che è tornato, figliol prodigo, perché il Carletto senza stress è amorevole come un padre e però quando c’è da incazzarsi, nel suo piccolo s’intende, s’incazza, come le formiche. Che altro dire di una partita-monologo che comunque ha sancito distacco invariato da Madama e più sei sulla Beneamata che era caduta la notte prima in ginocchio da Lei? Più che dire, penso che Meret avesse voglia di mettersi in mostra e che invece ha preso soltanto freddo: un interventino su pallonetto lungo e infido di Maiello e una leggerezza in uscita in condominio con Luperto. Il portierino fu pagato tanto, un investimento. Ha perduto quasi mezzo torneo per infortunio. Ho l’impressione che Sopracciglio Alzato centellinerà le sue prossime presenze. E che questo Milik gli darà molto da pensare in vista di Liverpool perché non sarà semplice decidere se lui o Mertens. Ed anche sul ballottaggio tra Ghoulam che ha finito con la fascia di capitano al braccio e Mario Rui il portoghesino che il suo lo fa sempre, anche lo svarione però. Preoccupa un po’ la rete perduta di Lorenzinho. Non segna dalla partita con l’Empoli ed ha sciupato di brutto – anche se una volta sola – a due passi da Sportiello. Ma si sa che Lorenzolo si esalta in Europa. E allora, una magìa contro i Reds e pace fatta. A Liverpool ci vuole qualcosa di magnifico. Che si sorrida nel girone della morte.