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Una vita multitasking tra set cinematografici e prove teatrali per l’attore partenopeo Gianni Ferreri

Se volessimo definirlo con linguaggio informatico, la parola giusta potrebbe essere “multitasking”, termine che racchiude la capacità di portare avanti con ottimi risultati più programmi contemporaneamente. E in effetti, Gianni Ferreri, simpatico e virtuoso attore partenopeo, per ben 11 stagioni tra i protagonisti dell’amatissima fiction Mediaset Distretto di polizia, ancora una volta riesce a districarsi con maestria tra set cinematografici e prove in teatro in vista di debutti imminenti.

Gianni, a cosa sta lavorando attualmente?
Ho cominciato da poco le riprese de Il giorno più bello del mondo, il nuovo film di Alessandro Siani in cui interpreto Eduardo ‘o barbiere, amico del protagonista, ciak che alterno alle prove de La banda degli onesti, trasposizione teatrale dell’omonima pellicola con Totò e Peppino De Filippo”.

Uno spettacolo che porta avanti con successo da anni…
Sì. E continua a darmi soddisfazioni. Riprenderemo il 3 e 4 novembre al Teatro delle Arti di Salerno. La novità di questa stagione è data da Veronica Maya, mia nuova compagna di scena che subentra ad Anna Falchi”.

Neanche il tempo di riposarsi e il 26 gennaio debutterà a Montalto con Casalinghi disperati
Esatto. Abbiamo presentato lo spettacolo in anteprima ad agosto al Festival di Borgio Verezzi ed è piaciuto molto. È una commedia che diverte nonostante affronti tematiche importanti legate all’attualità. Con me sul palco ci saranno Max Pisu, Nicola Pistoia e Danilo Brugia e attraverseremo l’Italia da Nord a Sud”.

A quanto si è capito, ne ha davvero poco, ma nel tempo libero cosa le piace fare?
Coltivo le mie grandi passioni: la musica, la cucina, il disegno e il “fai da te”. A casa ho una grande libreria in legno che ho realizzato completamente da solo. Una bella soddisfazione!”.

Quando si è avvicinato per la prima volta alla recitazione?
A 14 anni. A quel tempo ero un vero scugnizzo che trascorreva il tempo con gli amici giocando a calcio in strada vicino casa (zona piazza Carlo III, ndr). Per sottrarci al pericolo, il parroco della chiesa di Sant’Antonio Abate ci propose di metter su una compagnia amatoriale. Mi diede pochi spiccioli per comprare un copione a Port’Alba e cominciare. La prima commedia che mettemmo in scena fu Tre pecore viziose, nella di Annalisa Palmieri quale mi cimentai come attore e regista”.

Da allora non si è più fermato?
In realtà per circa 12 anni ho fatto tutt’altro: l’accordatore di pianoforti. Poi, un bel giorno, inaspettatamente ricevetti una telefonata da uno dei ragazzini che recitavano con me in parrocchia, Roberto Punzo, nel frattempo diventato socio del Bruttini – Teatro Totò. Mi chiese di sostituire un attore nello spettacolo E comm’ è stato? con Corrado Taranto. Tentennai un po’, ma poi accettai. È da lì che ho cominciato a lavorare con personaggi del calibro di Rino Marcelli, Isa Danieli, Mario Scarpetta…”.

Nella sua lunga carriera l’abbiamo vista protagonista al cinema e in teatro, ma anche in tv in tante fiction di successo. In particolare, in Distretto di polizia in cui vestiva i panni del sovrintendente Giuseppe Ingargiola. Che ricordi ha?Bellissimi. Distretto è stata una grande palestra che mi ha portato anche tanta visibilità. Ancora oggi mi fermano in strada chiamandomi col nome che avevo nella serie”.

È rimasto in contatto coi colleghi di Distretto?
Sì, con Daniela Morozzi, che per me è come una sorella, con la quale continuo a lavorare di tanto in tanto e ho condiviso anche un appartamento a Roma. Ma sono legato anche a Roberto Nobile e a Marco Marzocca, anche se ormai si è trasferito ad Orlando e torna in Italia solo per lavoro”.

Lei, invece, continua a vivere tra Napoli e Roma. Cosa ama di Partenope e cosa no?
“Di Napoli mi piace il clima, la gente, la creatività, l’amore verso il prossimo. Non sopporto, invece, la sciatteria. Potremmo vivere tutti di turismo, ma il menefreghismo di qualcuno purtroppo si ritorce contro tutta la città”.