Alla Certosa di San Martino tornano le Guarattelle

da | Mag 5, 2018 | Cultura&Spettacolo, Vivere Napoli | 0 commenti

Lo spettacolo con Selvaggia Filippini alla Certosa di San Martino per la Domenica al Museo.

Nel Chiostro dei Procuratori della Certosa di San Martino, il 6 maggio, alle 11, in occasione della Domenica al Museo, tornano le Guaratelle con Selvaggia Filippini. Uno spettacolo particolare e divertente, ad ingresso gratuito, pronto a coinvolgere adulti e bambini.

In Io:Pulcinella il Maestro Filippini mette in scena i canovacci dell’antica tradizione napoletana, con protagonista l’iconica maschera partenopea. Ne Il posto privato, Pulcinella è fidanzato con la bella Teresina e la corteggia cantandole una serenata, ma c’è sempre il prepotente di turno che gli impedisce di cantare, Pasquale Finizio, il guappo di quartiere. Pulcinella però è invincibile e, tra frizzi e lazzi, con l’ingegno e l’aiuto del suo inseparabile bastone, riuscirà a sconfiggere Don Pasquale ‘o terremoto’ e ricongiungersi all’amata.

Ad accompagnare la rappresentazione, le musiche della tradizione eseguite da Davide Chimenti con fisarmonica, percussioni e metallofono.


Domenica sarà possibile anche visitare, fino alle 16.30, la sezione teatrale del Museo che si è recentemente arricchita con la donazione di Bello, di una nuova sala dedicata a Pulcinella, con testimonianze iconografiche antiche, anche relative al Teatro delle Guarattelle, compresa una “baracca” con il suo cast di burattini.
La diffusione delle Guaratelle risale al 1800 quando la città di Napoli si popolò di una miriade di baracche in cui si rappresentava il cosiddetto Teatro delle Guarattelle. Il termine, derivante da “bagattelle”, indica i burattini a guanto della tradizione partenopea).
Le origini dello spettacolo con il personaggio di Pulcinella protagonista risalgono però al XVI secolo.
Insieme al cantastorie, si trovava anche il Guarattellaro, che proponeva le sue “pulcinellate”: in scena le sfide fondamentali dell’uomo, le paure ancestrali e le avventure straordinarie degli uomini del tempo.

La specialità di queste azioni teatrali era la particolarissima voce squillante emessa attraverso la pivetta, (un piccolo strumento a doppia lamina, un tempo, segreto del burattinaio).

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