“Il cinema ci racconta: l’Italia tra ieri, oggi e domani”

da | Apr 30, 2018 | Vivere Napoli | 0 commenti

Maggio – Luglio 2018

Laboratorio e rassegna di Cinema a Poggioreale

Il cinema ci racconta: l’Italia tra ieri, oggi e domani

20 incontri con ospiti del mondo della cultura, dello spettacolo, del cinema e della televisione compongono la rassegna “Il Cinema ci racconta: L’Italia tra ieri, oggi e domani” che prenderà il via il 4 maggio (il 10 maggio 2018 si terrà la presentazione del progetto alla presenza dell’Assessore regionale Lucia Fortini) all’interno del carcere di Poggioreale (dalle 12 alle 15 o dalle 13 alle 16).

L’iniziativa nasce dalla sinergia tra Arci Movie e la scuola serale del CIPIA2 di Napoli che vede impegnati 4 docenti e 2 volontari di Arci Movie che lavoreranno su due laboratori paralleli con due gruppi diversi di detenuti: il giovedì nel padiglione Genova e il venerdì negli spazi della scuola del carcere. Arci Movie da diversi anni svolge con i suoi operatori e volontari attività sociali di promozione del cinema nelle carceri napoletane (Poggioreale e Secondigliano) con laboratori, proiezioni, rassegne e incontri con attori, registi, intellettuali e operatori sociali sensibili alla condizione carceraria dei detenuti. In particolare, nell’ultimo biennio l’attività nel carcere di Poggioreale di Napoli si è particolarmente intensificata, trovando un grande riscontro di attenzione e partecipazione nelle istituzioni carcerarie e nella dirigenza della scuola serate, ma soprattutto nei detenuti coinvolti.

“Oltre ad avere riaperto e difeso vecchie sale di città e aver insistito sul valore e la bellezza del cinema all’aperto nei parchi pubblici dichiara Roberto D’Avascio presidente di Arci Movie – negli ultimi anni la nostra associazione sta lavorando molto per portare la possibilità del cinema in luoghi ancora più difficili e lontani come le carceri. Sempre con l’obiettivo di riattivare forme di educazione e di socialità attraverso la cultura, in particolare attraverso un magico flusso di luce e di immagini capaci di raccontarci delle storie. Con la risposta della grande passione che molti detenuti hanno dimostrato alle proiezioni”.

La rassegna è dedicata ad una serie di classici del cinema italiano dagli anni ’50 ai giorni nostri, capaci di raccontare il nostro paese, le sue crisi e i suoi malesseri sociali, con l’occhio beffardo dell’ironia e il tono leggero della commedia. L’attività di proiezione in carcere sarà sempre preceduta da una introduzione critica del film e del periodo storico raccontato nella pellicola, e sarà seguita da un dibattito con i detenuti che parteciperanno alle attività. Sarà preparata e distribuita a tutti una scheda didattica per ogni film e sarà richiesto ai partecipanti di essere attivi nella produzione scritta di brevi testi, che possono alternare una narrazione di tipo personale e/o scritti critici relativi all’esperienza della proiezione. Le proiezioni saranno spesso accompagnate da alcuni ospiti del laboratorio, personalità importanti del mondo del cinema, della cultura e della società, che verranno a presentare delle opere cinematografiche e a raccontare la loro testimonianza e/o esperienza ai detenuti.

Gli ospiti della rassegna saranno: Lucia Fortini assessore regionale all’Istruzione e alle Politiche sociali, Titta Fiore giornalista e presidente Fondazione Film Commission Regione Campania, Marzio Honorato attore, regista e produttore, Guido D’Agostino storico, Nelson cantautore, Gabriele Frasca saggista e scrittore, Anna Masecchia docente universitario, Gennaro Carillo docente universitario, Rosaria Troisi sorella di Massimo Troisi.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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