Napoli capitale del dialogo

da | Apr 7, 2018 | Cultura&Spettacolo | 0 commenti

All’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte

Il 9 aprile, a partire dalle ore 10 fino alle 17, l’A. Colorni-Hirschman International Institute, in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, organizza presso l’Auditorium la Prima Conferenza Italiana sull’eredità di Albert O. Hirschman, per discutere di come le idee e il lavoro di questo grande scienziato sociale ed economista abbiano influito sullo sviluppo del possibilismo italiano.

 

Napoli Capitale

Gli organizzatori hanno scelto Napoli perché ritengono che in città ci sia un contesto propenso al dialogo, dove si è potuta creare e sviluppare un’officina di impegni intellettuali capace di valorizzare l’eredità dell’opera di Albert O. Hirschman e di Eugenio Colorni. “Abbiamo scelto proprio Capodimonte – spiegano gli organizzatori – perché è qui che il Museo sta guardando concretamente al futuro in una visione sovralocale e che porta sempre più Napoli verso un impegnativo e irrinunciabile confronto internazionale. Capodimonte è un sito culturale unico che sintetizza, attraverso l’arte dal medioevo fino a quella contemporanea e la natura che offre, l’incommensurabile valore del ‘dialogo’ tra Napoli e il resto del mondo”. Lo scopo del convegno è quello di raccontare le esperienze, le scoperte, le sperimentazioni meridionali e italiane collegate al pensiero e al lavoro di Albert  O. Hirschman e di Eugenio Colorni con l’obiettivo di valorizzare le esperienze territoriali e settoriali (sui temi dello sviluppo, delle politiche, dell’accompagnamento imprenditoriale, della valutazione e dell’azione amministrativa) all’interno del punto di vista di Eugenio e Albert.

La Conferenza è suddivisa in 4 sessioni: sviluppo imprenditoriale; ragioni, comportamento manageriale, sorprese e scoperte; politiche per lo sviluppo locale; idee, percorsi, ritrovamenti, inciampi, soluzioni; sviluppo e miglioramento nella pubblica amministrazione; valutazione e cambiamento sociale

EDITORIALE

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di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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