Piano City 2018

da | Mar 25, 2018 | Cronaca | 0 commenti

La quinta edizione di Piano City a Napoli si è conclusa. Quattrocento pianisti si sono alternati, regalando momenti emozionanti a tutti gli appassionati di musica, in particolar modo agli amanti degli 88 tasti. La musica classica è stata la protagonista assoluta di questa edizione.

Oltre duecento gli eventi gratuiti in giro per il centro storico di Napoli che hanno allietato gli ascoltatori. Dalla casa armonica della Villa Comunale, ai concerti al Real Conservatorio fino al fantastico evento dei ventuno pianisti a piazza del Plebiscito nella serata inaugurale.

Nei tre giorni della kermesse musicale, ci sono state tantissime persone in giro per il centro antico che cercavano i pianoforti nascosti nei bar e nei luoghi più disparati. Era davvero impossibile non ascoltare qualcuno che suonava durante il 23, il 24 e il 25 marzo. Ma non solo al centro: i pianoforti si potevano trovare anche al Bosco di Capodimonte, nell’area nord di Piscinola, a San Giovanni a Teduccio e all’Aeroporto di Capodichino. Nella sezione “Arrivi” del Terminal si sono alternati tantissimi turisti che, ignari dell’evento di questi giorni, sono rimasti sbalorditi e compiaciuti da questa insolita accoglienza. Ma la vera sorpresa di questo evento sono stati i bambini: moltissime attività dedicate ai più piccoli che si sono divertiti a cimentarsi nelle opere dei più grandi pianisti del passato; ma anche “Piano City Napoli in ospedale”, in programma al reparto pediatria (la ludoteca del terzo piano) del Secondo Policlinico Federico II. Uno dei punti di forza di Piano City Napoli 2018 sono stati gli “House Concert”, ossia i concerti nelle abitazioni dei pianisti:le dimore degli artisti sono state letteralmente assaltate dai cittadini che non vedevano l’ora di poter ascoltare un concerto gratis, tutto per loro.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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