Street art ai Quartieri Spagnoli
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo Diego Armando Maradona ed Iside, ai Quartieri Spagnoli “arriva” Ipazia. Si tratta di un nuovo ed imponente murales, questa volta, firmato da MP5: artista romana di origini partenopee. El Pibe de Oro, ormai decretato come uno dei simboli della città, e l’enigmatica Iside, che raffigura la Pudicizia del Corradini custodita nella Cappella San Severo – il primo “modificato” e la seconda realizzata in toto dall’artista argentino Francisco Bosoletti – ora dialogano con Ipazia, scienziata vissuta nel V secolo ad Alessandria d’Egitto. La sua figura, da qualche giorno, si erge infatti sulla facciata dell’ex Palazzetto Urban in via Concezione a Montecalvario. L’interessante storia di questa guerriera culturale ha ispirato la street artist, illustratrice e scenografa MP5, che per la grande opera murale dipinta su un’intera facciata della struttura comunale, che promuove tra le altre cose iniziative dedicate alle donne e ospita uno sportello anti-violenza, ha scelto un titolo non a caso: Care of Knowledge. “Per “La cura della conoscenza” (Care of knowledge, appunto) – spiega MP5 – mi sono ispirata alla figura di Ipazia, una donna di scienza, astronoma e filosofa, vissuta nel V secolo, considerata una martire della libertà di pensiero poiché uccisa a causa della sua conoscenza scientifica. Ho avuto – continua l’autrice del murales – la possibilità di visitare gli archivi del centro e lo sportello anti-violenza… una vera ricchezza per la comunità. Così, ho pensato di associare a questo luogo la figura di Ipazia, colei che si prende cura della conoscenza e paga con la propria vita, ma al tempo stesso diventa ispirazione per tutte le donne. Come Ipazia, infatti, l’archivio conserva scritti e documenti femministi per la ricchezza della città di Napoli e lo sportello anti-violenza si prende cura delle donne vittime di violenze di genere”. MP5 ha elaborato il progetto e la realizzazione a titolo gratuito. Un simbolo di rinascita artistica e culturale per una metropoli che ha sempre accolto e continua a farlo, coloro che combattono per i propri ideali. Napoli, dunque, ancora una volta, luogo di incontri culturali animati dal linguaggio dell’arte.